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chi l'ha visto ???

Si ripresenta la discussione sulla necessità del visto per andare in Bolivia per adozione, tassa e/o balzello che si deve pagare prima della partenza.
Secondo i vari siti internazionali di informazione non dovrebbe essere necessario il visto per viaggiare dall'Italia alla Bolivia, a prescindere dal motivo del viaggio.
Ciononostante sia gli enti - però in questo caso incolpevoli - che soprattutto i consolati lo ritengono necessario e le coppie che partono per "il viaggio" solertemente lo richiedono e lo pagano =80 euro.
Lo stesso ambasciatore non si pronuncia in proposito, evidentemente ha altri problemi con i consolati: questo balzello piuttosto iniquo sembrerebbe un rapido sistema per fare cassa. Cosa che comunque non ha grosso effetto perchè di viaggi in Bolivia per adozione ce ne sono aimè proprio pochi.
Chiediamo quindi da queste pagine lumi all'ambasciatore, che ci dica effettivamente, e in maniera ufficiale, se questo visto occorre farlo davvero o no - solo in Italia ???? - e le disposizioni normative che lo regolano.
Non possiamo intervenire sui regolamenti interni dei consolati e della struttura boliviana in Italia, ma ancora una volta ci sentiamo veramente presi per i fondelli.....

PS: nell'incertezza dei consolati Boliviani in Italia, vogliamo pubblicare l'aggiornamento sulla vicenda del visto per i...gatti. O cani o animali in genere.
Dall'aeroporto Viru Viru di Santa Cruz de la Sierra fanno sapere che, oltre al logico passaporto sanitario per far viaggiare animali domestici in aereo - cioè le documentazioni necessarie per la compagnia aerea -
NON OCCORRE NESSUN TIPO DI VISTO PER ANIMALI.
A questo punto una telefonatina a qualche ufficio boliviano mi verrebbe voglia di farla, per sapere se anche agli umani è veramente necessario questo visto.....


Rimborsi per le adozioni:
forse non tutti sanno che…

…che se non fosse stato per la perseveranza di Carmine Cordella il contributo di 1200 euro stabilito a suo tempo dall'allora ministro per la Famiglia Rosy Bindi sarebbe stato detratto dal rimborso che è stato erogato proprio in questi ultimi mesi a coloro che hanno adottato nel 2007, e che è stato comunque previsto anche per le adozioni portate a termine nel 2008, e che invece del rimborso di 4000 (o 6000) euro ci saremmo visti recapitare un rimborso di ben 1200 euro più "leggero".

Tutto inizia quest'estate quando la CAI interpreta il decreto per l'erogazione del contributo di 1200 euro come un anticipo per le spese adottive, detraendo la somma al successivo rimborso che sarebbe stato erogato a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta - credo comunque tutti - nei termini stabiliti.

Il bravo Carmine invece ravvisa un'incongruenza nell'interpretazione della CAI e dopo un nutrito scambio di telefonate dalla Sardegna a Roma riesce a intervenire:

"CAI su mia richiesta ha dato le seguente delucidazione : i 1200 euro dovevano essere decurtati dal rimborso. Quindi si sarebbe passati da 4000 a 2800 e da 6000 a 4800 ed erano gia’ pronti a rimborsare le nuove cifre!. Ad un disponibilissimo funzionario (che ringrazieremo a vita) ho spiegato che semmai la decurtazione doveva essere fatta sul totale spese dichiarato dalla coppia e non a valle . E i primi di ottobre e’ uscito un decreto Cai che spiega alla lettera come viene decurtato il bonus Bindi ed e’ come dicevo io. "

Quindi, il nostro piccolo grande eroe Carmine Cordella ha fatto sì che la CAI si accorgesse dell'errata interpretazione e provvedesse ad erogare i rimborsi per l'esatto ammontare della cifra.

Un ringraziamento a Carmine da parte nostra è doveroso. La redazione infatti si è ripromessa di offrire un bel pranzetto alla Cordella's Family non appena il buon Carmine si troverà nelle vicinanze !!!

Ma attenzione: qui rischiamo di far ingrassare tutta la famiglia Cordella, se ognuno di noi gli paga un pranzo.....


progetti di solidarieta': conoscerli

Sono molteplici i progetti di solidarietà che aiutano i bambini boliviani, e li accompagnano spesso nell'età adulta, fornendogli sostegno e spesso un indirizzo professionale che li possa guidare oltre la maggiore età, e nonostante tutto sono ben lungi dall'essere sufficienti.
Verranno "recensiti" sul nostro sito, e partiamo proprio da un progetto che conosciamo bene, alcuni fra i vari progetti attivi in questo momento in Bolivia, in modo che tutti possano conoscere ulteriormente i vari progetti e, volendo, anche attivarsi per un sostegno concreto.

Invitiamo pertanto tutti a segnalare i vari progetti di loro conoscenza, inviando materiale, link, descrizioni e tutto quanto possa essere utile al visitatore del sito per conoscere queste bellissime realtà.

 

In evidenza segnalato dai visitatori:
Progetto "La Fame non Aspetta" fondazione Nidoli

PROGETTI DI SOLIDARIETA' >>>


Adozione e scuola: un importante progetto

Riceviamo da Jcornit e pubblichiamo volentieri:

Carissimi,
come va? Speriamo tutto bene.
In attesa di vederci al Dia de Bolivia a Mestre (noi ci saremo senz'altro), nel frattempo lavorando sull'argomento scuola all'interno della rete famiglie adottive provincia di Vicenza, mi sono imbattuto sul documento che vi allego.
E' una cosina semplice semplice, ma proprio per questo facilmente fruibile.
L'idea che mi è venuta è quella di darlo a tutte le famiglie (anche non di Vicenza) perchè ai primi colloqui con Dirigenti Scolastici e/o Insegnanti possano consegnarlo, per facilitare la comprensione dei nostri figli (e di noi), anche quando si passa da materna a primaria o da primaria a secondaria.
Che dite?
Se siete d'accordo inviatelo a tutti quelli che conoscete.
Io l'ho già inserito nel forum AiBi.
Noi (gruppo) abbiamo deciso di darlo anche alle coppie che vengono per informazioni o che sono ancora in attesa di dare mandato o di abbinamento. Diciamo che uno strumentino in più non fa mai male. Meglio prevenire che......
Un abbraccio forte

Jcornit

vademecum per insegnanti
(pdf 3,71 MB)


diadebolivia.it nasce da alcune famiglie che hanno adottato in bolivia, o che sono in procinto di partire per la bolivia. Per mantenere i contatti, aiutare con semplici informazioni di base, dare conforto a chi aspetta e a chi è prossimo alla partenza, insomma quello che si e' sempre fatto, magari per telefono, cercando una voce che risponda alle mille domande di una famiglia che deve partire per incontrare i propri figli.
E perchè no, anche per scambiarsi consigli, risolvere piccoli problemi quotidiani, delle coppie che sono già tornate e che affrontano la vita di tutti i giorni con un pargoletto che è già nostro figlio.
Vogliamo poi dimenticare l'amicizia? Quella che lega le coppie che hanno vissuto un'esperienza così straordinaria come l'adozione?
Con questo spirito abbiamo creato questo sito, nella speranza di aiutare, e aiutarci un poco, anche se ogni adozione è una storia a sè, e ogni esperienza è unica.
Alcuni di noi devono andare per la prima volta nella nostra seconda patria, alcuni di noi ci sono già stati, alcuni infine ci torneranno per la seconda adozione.
Per tutti, questo sito, dedicato a alessandra (samui) e a Silvia


medicina e adozione: importanti collaborazioni

Il centro ospedaliero di Negrar (VR) - Ospedali Sacro Cuore e Don Calabria - è conosciuto dalla maggior parte delle coppie adottive per l'attenzione verso le patologie specifiche dei bambini adottati.
Abbiamo attivato da poco una collaborazione con il dottor. Zavarise, stimatissimo medico che si è distinto per seguire con attenzione proprio i nostri figli. Pubblichiamo un estratto della pagina web dell'ospedale:

CENTRO PER LA SALUTE BAMBINO ADOTTATO

In Italia si fa sempre più strada una nuova popolazione pediatrica: Il Bambino Adottato. Dal 1996 ad oggi sono più di 20.000 adozioni su tutto il territorio nazionale e le richieste di adozione aumentano di anno in anno. La maggior parte delle adozioni provengono da paesi in via di sviluppo come Africa, Sud America e Sud Est asiatico, oppure da paesi in cui lo stato sociale ha vissuto periodi difficili come l'Est europeo. È necessaria quindi una maggior preparazione per patologie che nel cosiddetto "Occidente" erano oramai scomparse o addirittura sconosciute come le parassitosi, la sindrome feto alcolica, alcune endocrinopatie nonché malattie infettive come l'epatite e la sifilide >>> segue alla pagina web del centro ospedaliero

In questo centro seguono con particolare attenzione i bambini adottati, eseguendo anche analisi che escono dallo standard delle anaisi tradizionali che vengono eseguite sui bambini di origine nazionale.