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Così venisti al mondo
da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perchè tu sai più
del mondo che ti demmo.
Pablo Neruda
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
querida r.
il diario di piŅa e walter in bolivia
giugno - luglio 2009
 
Siete tutti a conoscenza della disavventura che ha visto i nostri Anna e Walter in Bolivia, con ben sette mesi di permanenza in loco.
Comunque alla fine l'adozione è andata a buon fine e la piccola ora vive con la mamma e il papà in Italia.
La redazione allega qui il testo della lettera che Anna e Walter hannno inviato al sito, per ringraziare tutti coloro che hanno aiutato anche solo moralmente i nostri in questo faticoso cammino.

Cara redazione,
siamo tornati da un mese ormai e tutto cambia e si dimentica facilmente, la nostra memoria è per fortuna, impostata per mantenere più lungo e meglio i bei ricordi, mentre si lascia sfumare e sfocare tutto quello che ci ha fatto soffrire.
In questo mese ci siamo presi il tempo di goderci la nostra nuova famiglia e di farci coccolare e festeggiare da tutti quelli che ci vogliono bene e che hanno trepidato con noi in questi lunghi 7 mesi; a dire il vero, i festeggiamenti sono ancora in corso, anche perchè la famiglia è sparsa per l'Italia e stiamo diluendo l'impatto per godere al massimo di questo affetto che ci viene continuamente dimostrato, a volte anche sorprendendoci con dimostrazioni inaspettate.
Abbiamo avuto anche bisogno di silenzio e di stare lontani da tutto per goderci finalmente nostra figlia che rifiorisce ogni giorno di più e vi assicuro non sono solo parole: la bimba schiva e introversa, sempre pronta al pianto ed al capriccio che abbiamo incontrato in novembre si sta lentamente trasformando in una bambina radiosa e allegra sempre pronta allo scherzo. Ogni giorno è un progresso, una scoperta ed una conquista.

Ora è il momento dei ringraziamenti a tutti quelli che si sono mobilitati per noi e tra questi c'è tutta la redazione di diadebolivia.it. Se ne avete voglia, mi piacerebbe che pubblicaste queste nostre parole sul sito.
Siamo grati davvero a tutti, sia quelli che si sono palesati e che ci hanno contattato direttamente, sia ai molti, che sappiamo, hanno seguito in silenzio dal forum o dal sito la nostra avventura. Vi assicuro che nei momenti più difficili quando le tegole continuavano a caderci sulla testa con cadenza impressionante e regolare sapere che tanti erano con noi e pregavano che il nostro sogno diventasse realtà ci ha dato grande forza. Quando tanta gente, anche i nostri cari, ci chiedevano "cosa continuate lì a fare" "perchè non tornate?" e ci mancavano le parole e la logica per spiegare perchè o forse sapevamo che era inutile spiegare, sapere che tutti voi eravate con noi ci ha aiutato ad arrivare fino in fondo.
Grazie di esserci, di averci aiutato, stimolato, provocato, consolato. Grazie per l'aiuto concreto (lettere, messaggi, contatti, idee,...) ma ripeto,anche grazie a tutti di essere stati con noi lungo il cammino.
Vogliamo sperare o credere che la nostra storia abbia smosso un pò le acque in Bolivia e in Italia, e che la politica pragmatica di Evo realizzi, anche nel caso dei bambini abbandonati, che non si governa con i dogmi ma che il "cambio" deve fare i conti con la realtà concreta del momento. Quello che conta adesso per i bambini che aspettano negli hogar è trovare "pronto" un mamma ed un papà dovunque nel mondo, il resto è demagogia. Spero di incontrarvi in tanti al prossimo dia de bolivia.

Anna

 


20.6.09
Non c’e’ stato nulla da fare le vacanze giudiziare sono arrivate a sospendere il procedimento di “Termino incidental de preuva de 6 dias” deciso dalla giudice, sono passati solo 3 giorni dalla notifica e non abbiamo la possibilita’ di vedere R. o di andare all’Hogar, pena mettere in pericolo tutto il processo.
Tutti ci esortano a partire e in effetti qui a La Paz non abbiamo molto da fare per le prossime 3 settimane, quindi anche se lo spirito non e’ vacanziero abbiamo deciso di restare qui in Bolivia e approfittarne per conocere meglio il paese. Le alternative non mancano: la giungla, il Salar, l’Oriente, il Lago Titicaca, il Capodanno Aymara a Tiwanaku oppure al lago Poopo dove si pensa di aver individuato Atlantide… In effetti dal punto di vista geografico la Bolivia e’ uno dei Paesi piu’ vari e sorprendenti, certamente impegnativo.

21.6.09
Solsticio d’inverno – Buon Capodanno Aymara, siamo nel 5.517 e dal próximo anno questa data e’ stata dichiarata festa nazionale in Bolivia con buona pace di tutti quelli che Aymara non sono e della cultura della diversita’ tanto cara ad Evo.
Nella notte piu’ fredda dell’anno molti sull’Altoplano hanno aspettato il sorgere dell’Inti del nuovo anno intorno ai falo’ accesi. Tra i nostri vicini di casa ci sono sicuramente degli aymara perche’ hanno cantato e ballato tutta la notte per fortuna senza incendiare il palazzo, ma non facendoci dormire. Alle 6,30 siamo in taxi per l’aeroporto di El Alto, dietro l’Illimani il sole sta sorgendo anche per noi. La signorina del check-in ci informa che il volo per Rurrenabaque delle 6.15 non e’ ancora partito a causa della neblina in Beni quindi partiremo prima dell’orario previsto (8.40 am) wow... alle 17.00 ultimo slot disponibile, dopo molti rinvii senza troppe spiegazioni, che pero’ci hanno permesso di conoscere personalmente tutti i 19 passeggeri del volo, saliamo sul piccolo bimotore ad elica e sfiorando il monte Huayna Potosi al tramonto (6.088 mt) ci tuffiamo nelle foreste del Beni.
Rurre(nabaque) e’ una placida cittadina amazzonica sul rio Beni che e’ diventata il punto di partenza per l’esplorazione del parco Madidi e delle altre bellezze dle Beni.

22.6.09
Partenza per la Pampa ! Da Rurre ci dirigiamo verso Reyes e poi Santa Rosa dove ha sede il “Parque National del Rio Yacuma”. Nel 4X4 siamo in 7: oltre noi, l’autista, la guida Aurelio, una coppia di Danesi di origine indiana ed una ragazza americana. Percorreremo in circa 3 ore i 100 km di sterrato fino a Santa Rosa.
Arrivati a Sta Rosa ci fermiamo per acquistare il biglietti di entrata alla riserva e si scatena un temporale tropicale per circa venti minuti. Abbastanza per rendere il fondo stradale impraticabile e far impantanare il 4x4. Dopo esserci inzaccherati tutti in vari tentativi inutili, un trattore provvidenziale ci toglie dalle peste e possiamo arrivare in riva al fiume dove ci attende la barca che ci portera’ all’ecolodge immerso nella pampa.
Il fiume Yacuma e’ una meraviglia pieno di caimani, coccodrilli, delfini rosa, uccelli, piranhas, tartarughe...
Dopo cena Aurelio insiste per portarci in barca a “caccia” di caimani. I loro occhi fosforescenti brillano arancioni se illuminati dalle torce. Gli uccelli notturni salutano il nostro passaggio e i pipistrelli mangiano gli insetti che ci circondano. I pesci confusi dalle torce ci saltano in barca, spero non siano piranhas.

23.6.09
L’alba sul fiume e’ uno spettacolo inenarrabile, quindi bisogna vederlo ed il solerte Aurelio alle 5 ci mette ancora tutti in barca al buio sul fiume Serpente (Yacuma in Tarana) per ammirare il risveglio della natura. Davvero la foresta impenetrabile sembra destarsi, naturalmente le prime sono le zanzare che fanno colazione con noi, ma anche le cicogne, i cormorani,  i colibrì, i martin pescatori, le aquile e gli aironi, mangiano pesci, crostacei, insetti .  Gli uccelli piu’ simpatici sono i serere che tossiscono come dei fumatori incalliti, gurdandoci con il loro occhi cerchiati di blu.
Dopo colazione ancora in barca percorrendo le anse del fiume, mai visti tanti coccodrilli  tutti insieme! Chi nuota, chi pesca, chi si crogiola al sole. Sulla riva ci sono i capibara, i roditori piu’ grandi del mondo (dei grandi toponi placidi). Alcuni alberi nelle zone piu’ remote sono abitati dalla scimmie gialle o Chinchillo, durante un incontro ravvicinato il capo branco salta sulla barca sgranocchiando una rana.
Dopo la pesca ai piranha chi vuol fare il bagno con i delfini rosa? Sembra che non facciano avvicinare i caimani.

24.6.09
Il clou del giro nella pampa e’ il percorso a piedi alla ricerca delle anaconde. Siamo all’inizio della stagione secca ed Aurelio mette le mani avanti sara’ molto difficile vederla, ma ce la metteremo tutta, partiremo dopo colazione.
Invece la sveglia ci viene data dai tuoni e dalla pioggia portati dal freddo surazo (il vento del Sud).
Niente anaconde e neanche giri in barca se non vogliamo finire fradici come l’altro gruppo di turisti appena arrivati, passiamo la giornata a leggere e a parlare con Aurelio ed Ivan dela cultura Tarana e del Beni e a mangiare le prelibatezze preparate da Hilda, la cuoca.
Dopo pranzo sotto una pioggia torrenziale riprendiamo la barca per tornare a Sta Rosa sono solo 5 min, ma all’arrivo siamo zuppi. Ci metteremo mezz’ora a percorrere i 2 Km che ci separano dalla pista principale con 2 persone che spingono per tenere la macchina in carreggiata. Il volo per La Paz e’ stato cancellato per impraticabilita’ della pista e non si sa quando potremo partire. Notte imprevista a Rurre ma il proprietario dell’hotel Oriental ci accoglie con calore, queste cose qui succedono sovente.

25.6.09
Che fare ? Il volo per Sta Cruz e’ il 26, ci aspettano a S. Ignazio. I voli da Rurre riprenderanno quando le condizioni meteo e della pista lo permetteranno. La flota (autobus) parte alle 11 di mattina e arriva a La Paz alle 6 del mattino successivo (19h per 460 Km!), un’auto costa circa 3000 bs.
La sera prima mentre valutavamo le alternative incontriamo gli americani che erano con noi sul volo di andata: hanno una macchina che partirebbe alle 7 am e porterebbe 7 persone a La Paz, loro sono in 5, andiamo con loro?
Alle 7 il 4x4 ha qualche problema bisogna sostituirlo, c’e’ un bel sole, ma la pista e’ bagnata e ci sono 90 persone in lista d’attesa per il volo. Chances di partire basse.
L’autista Severo ha in bel sorriso sdentato, ha sostituito la macchina ed ha fatto tante volte questo percorso, porta anche suo figlio Luis, saremo in 14 ore a La Paz attraversando Yucumo, Caranavi, Coroico. A Coroico 1100 mt mette del nastro adesivo su un finestrino che non si chiude, saliremo di oltre 3.500 mt in 98 km e fara’ freddo, per fortuna con la nuova strada (la vecchia e’ tristemente nota, a ragione, come “via de la muerte” e ormai la fanno solo i turisti in bici).     
L’arrivo a La Paz e’ sempre spettacolare ma siamo stravolti.

26.6.09
Ad attenderci a Sta Cruz c’e’ Carlos, questa volta niente ritardi nonostante il tempo coperto ed il “freddo” dell’Oriente (20gradi). La macchina ci porta verso Montero dove a Muyurina c’e’ ad attenderci il mitico zio Giuliano. Che bello, che gioia ritrovarsi dopo tanto tempo! La giornata a Sta Cruz sara’ trascorsa a ritrovarsi con gli amici: la prof. Tanja che ha sposato Amado ed ha avuto i 2 gemelli Amado Giuliano e Amada Giuliana. E’ a Sta Cruz a festeggiare il compleanno. Fatima che e’ sulle spine perche’ ha un esame all’universita’.
Mangiamo un trionfale churrasco prima di attraversare gli anelli della citta’ per incontrare i figli di Liz, la mitica Beatriz e l’indomabile prof che continua a scrivere libri sulla cultura dell’Oriente e fa polemica mentre ci accompagna al terminal dei bus.
Sta Cruz continua a svilupparsi economicamente, il traffico e’ piu’ ordinato che a La Paz e le auto in condizioni decisamente migliori. Si costruiscono eleganti palazzi e condomini e tutti chiedono Autonomia!  
Zio Giuliano ha prenotato 3 posti nel bus notturno per San Ignazio de Velasco. Partiamo alle 8, ha portato cuscini e coperte come tutti gli altri passeggeri, ci metteremo 12 ore per percorrere 450 km.

27.6.09
Sorpresa: a San Ignazio hanno asfaltato le strade principali ! Quindi la calle Sta cruz non e’ piu’ in terra rossa.
Nonostante sia arrivato alle 3 di notte in auto Amado ci viene a prendere. La colazione a casa della signora Netty e’ meglio di come me la ricordavo e Tonia e’ una cuoca famosa in tutta la Chiquitania. Don Lucio, la señora Netty e tutti ci aggiornano sui pettegolezzi degli ultimi 5 anni. La pelle del tigre e’ sempre appesa al muro, Flor Silvestre e’ diventata una signorina e suona splendidamente il violino come nella tradizione portata qui dai missionari gesuiti.
Nonostante siamo in periodo di vacanza l’arrivo di Giuliano a San Ignazio e’ sempre una festa. La direttrice del collegio Don Bosco fondato da Giuliano ci aspetta li’ per mostrarci la biblioteca che e’ stata recentemente inaugurata grazie anche ai contibuti dei padrini.
I ragazzi adesso hanno a disposizione diversi PC ed il collegamento ad internet. Su 1.400 studenti circa 200 sono adottati a distanza da padrini italiani e spagnoli. Walter ed io siamo i primi padrini che abbiano fisicamente visitato il collegio 5 anni fa ed gli unici a ritornare oggi. Un record !
A., nostra “figlia” adottiva, informata del nostro arrivo ritorna dal “campo” dove era andata per le vacanze. Ci fara’ da cicerone per tutto il soggiorno.
La sera siamo invitati ad una festa organizzata in onore di Giuliano e nostro dai professori del collegio, ci sono vecchi e nuovi amici, si mangia, si beve, si canta e si balla accompagnati dalla musica dei mariachis con chitarra, violino, contrabasso e tamburo.  
Un brindisi a R. e che tutto si risolva presto per il meglio!

28.06.09
Oggi nella cattedrale di San Ignazio di Loyola  fondata nel 1748 e patrimonio dell’Umanita’ (UNESCO) si celebrano le prime comunioni. Ci saranno 200 bambini, molti del collegio don Bosco.
Giuliano concelebra il rito in una chiesa stracolma con tutte le porte aperte e la gente accalcata anche fuori. Ci sono indigeni e ganaderos (i ricchi allevatori di bestiame che vivono nelle estancias che circondano la citta’) tutti vestiti con i loro abiti migliori. C’e’ naturalmente musica anche barocca, come nella tradizione, e molta partecipazione. All’uscita tutti vogliono la foto con il padre Giuliano e poi processione intorno alla piazza con la statua di San Pedro.
A pranzo a casa di Maria Luisa e della sua complicata (come tutte qui) famiglia sudamericana ci attende un clamoroso asado completo di costillas cucinato a puntino da Charlie, che annaffiamo a dovere con vino rosso di Tarija.

29.6.09
Finalmente una calda giornata di sole senza nuvole, che trascorriamo placidamente passeggiando per la citta’ con Carmencita e Judith, mentre Adriane sta dipingendo dei quadri da esporre alla prossima feria della citta’ il 31 luglio. E’ proprio brava.
A pranzo da Netty siamo in tanti sono arrivate anche le ragazze che studiano all’universita’ di Sucre. C’e’ un funzionario del ministero dell’Educazione ed altri.
Stasera il bus cama ci riportera’ a Sta Cruz. Abbiamo i posti panoramici davanti al secondo piano e visto che dormo poco mi godo il paesaggio notturno.

Chi volesse informazioni sulle adozioni a distanza a San Ignasco de Velasco puo’ rivolgersi a me, le forniro’ con piacere.

30.6.09
Muyurina. A Santa Cruz prendiamo un collettivo per Montero, dopo un po’ di attesa decidiamo di pagare noi per i 3 posti liberi pur di partire.
Muyurina e’ alle porte di Montero e’ una scuola superiore agraria creata negli anni ’50 con i fondi di USAID a poi affidata in gestione ai salesiani. E’ strutturata come un campus americano con le casette per i professori e le camerate per gli studenti dell’internato. Ha una chiesa, il cimitero e dei begli impianti sportivi.

Sono passati 50 anni e USAID e’ stata scacciata dalla Bolivia, i professori non abitano nel campus, non ci sono studenti in internato ma Muyurina e’ una delle scuole piu’ prestigiose della regione ed ha anche l’universita’. Nei sui 400 + 5000 ettari di terreni si allevano maiali, mucche, cavalli, c’e’ anche un tentativo di piscicultura (per ora i pesci li rubano...), si coltiva canna da zucchero, grano, agrumi... Il direttore Padre Calori, da Trento 87 anni e non sentirli, ci accoglie con calore e ci fa assaggiare il suo liquore di maracuja, dopo pranzo ci porta a fare un giro della struttura in jeep.

1.7.09
Tornati a La Paz ci rifacciamo vivi con l’avvocato e con la referente: tutto a posto ? ci sono novita’ ?
L’avvocato ci rassicura “non preoccupatevi, andra’ tutto bene, mancano solo 15 giorni”.... Mi sembrano interminabili.
La referente non e’ cosi’ tranquilla “io i boliviani li conosco...” Onestamente non lo sono neache io. Ogni mattina mi sveglio chiedendomi “cosa faccio qui? Come andra’ a finire ? Come posso fare per risolvere questa situazione incredibile ? Scrivo ad Evo ? mi ascoltera’ ?...”
Abbiamo il visto con l’ “objecto determinado” che scade tra 10 giorni. Ci mettiamo in contatto con la referente per sapere cosa fare. Nessun problema: bisogna farlo prolungare basta portarle i passaporti.

2.7.09
Andiamo all’ufficio “Immigration” nella calle Camacho con l’avvocato che spiega la situazione ed il visto ci viene prolungato gratuitamente e senza problemi fino all’11 settembre: 90 giorni dal nostro ingresso in Bolivia, ce la faremo a ripartire con R. per quella data ? Voglio crederci.
Abbiamo almeno altri 15 giorni da spendere in attesa che la macchina giuridica si rimetta in moto. Per ora andiamo al mercato Camacho: frutta, verdura, alimenti freschi piu’ ovviamente refrescos di ogni tipo, venduti in un ordinato mercato coperto da delle cholitas molte di eta’ avanzata, gran sorrisi e cellulare! Una riesce a venderci una palta (avocado) ed una chirimoya a 20 bolivianos, un prezzo da ricchi turisti, ma cosa siamo in fondo?
Adesso bisogna recuperare i soldi del volo da Rurre che e’ stato cancellato e decidere la prossima destinazione.
Botta di vita: andiamo a Iguazu ? c’e un pacchetto a buon mercato per Asuncion, ma le previsoni del tempo danno diluvio a Iguazu per tutta la settimana e poi uscire dal paese con l’influenza suina che impazza ? Rinunciamo.

3.7.09
Il soroche (mal di altitudine) purtroppo non da’ tregua, questa volta non abbiamo preso le miracolose (!) Sorojchi pills e cerchiamo di riparare con tanto mate de coca e aspirina: risultati incerti.
Al parque Laikakota c’e’ un bellissimo spazio per bambini dove vendono gelati, gelatine colorate e macedonie, voglio tornarci con la mia bambina. Anche qui, come in tutta la la citta’ i lavori per i festeggiamenti del bicentenario fervono: la panoramica passerella sopraelevata regalo del governo Venezuelano non ha ancora tutte le ringhiere. Ce la faranno ? Il centro citta’ e’ un grande cantiere. Tutti sono invitati ad ammainare bandiere sui palazzi e sui veicoli, tutte le istituzioni parteciperanno alla grande sfilata sul Prado, (anche il tribunale, sigh!)
La gentile Rossio di Turisbus ci rimborsa il biglietto e ci propone varie alternative. La scelta e’ per il Lago Titicaca, destinazione Copacabana e le isole del Sol e della Luna: che sia la volta buona che riusciamo ad andarci.
A casa a preparare le valige. Si parte domani mattina.

04.07.09
Alla calle Illampu di La Paz le mañaneras stanno per chiudere il mercato quotidiano che terminera’ alle 9 am perche’ intasa le strade. L’autobus turistico ci mette circa un’ora ad uscire da El Alto, dove l’attivita’ ferve gia’ dal primo mattino. E’ una splendida mattina come sempre, con il cielo forse un po’ meno terso del solito. Il percorso asfaltato si snoda sull’Altoplano deserto e spoglio, alla nostra destra si erge imponente la Cordillera Real. Che spettacolo! montagne che arrivano fino a 7000 mt (?) coperte di nevi perenni.
A San Pablo de Tiquina, il punto piu’ stretto del lago, dobbiamo scendere per prendere il ferry che ci portera’ a San Pedro de Tiquina. Gli abitanti del luogo si sono opposti alla costruzione di un ponte che permetterebbe di attraversare agevolmente gli 800 mt dell’istmo. Ci sono dei traghetti per i veicoli e delle imbarcazioni per i passeggeri. Oggi e’ sabato c’e’ un po’ di fila perche’ Copacabana e’ una destinazione privilegiata per il fine settimana dai paceñis.
L’acqua del lago brilla di un turchese intensissimo. E’ limpidissima e cristallina.
E’ mezzogiorno quando arriviamo a Copacabana. Che vista ! tutti sono allegri.
La nostra guida Piter ci propone un giro a Pasankallani un sito archeologico Chiripa (civilta’ pre Tiwanaku) che gli archeologi stanno portando alla luce e valorizzando. Prendiamo un taxi ed andiamo in direzione del confine con il Peru’ dopo pochi Km scendiamo e cominciamo ad inerpicarci sulle colline attraversando un portale in stile incaico che l’ufficio del turismo sta costruendo per segnalare il sito.
Bisogna lavorare un po’di fantasia ed arrampicarsi molto (siamo gia’ a 3800 mt uff !) ma il posto e’ interessante ritroviamo le vegetazione endemica con gli alberi di Keñuay e Kiswara ed i cespugli di Kantuta (il fiore nazionale della Bolivia), la vista sul lago imperdibile. Torniamo a piedi verso Copacabana su un sentiero inca (?) a mezza altezza, attraversando campi di patate e fave. Prima di rientrare in citta’ ci arrampichiamo ancora sulla Horca dell’Inca una altura usata fin da tempi remotissimi come osservatorio astronomico e per rituali.
Copacabana e’ una ridente cittadina di villeggiatura con la maggior parte degli edifici in laterizio, che danno quella simpatica impressione di infinito...
Su tutto domina la bella cattedrale in stile moresco della Virgen de Candelaria. La proposta di salire ancora al monte Calvario viene allegramente bocciata  e finiamo la serata al comedor del mercato, affollatissimo, a bere e mangiare api bollente con buñelos, la colazione tipica dei minatori: una bevanda dolce a base di mais moreno con cannella, limone e chiodi di garofano.
I buñelos sono delle frittelle preparate al momento e cosparse di zucchero o sciroppo. Una bomba. All’uscita dal mercato c’e’ un taxi con su un quarto di bue: decidiamo di rientrare a piedi.

5.07.09
Che freddo ! Il lago e’ un luogo freddissimo e quando al mattino prendiamo la barca per le isole, dal pontile pendono stalattiti di ghiaccio. Il sole si sta alzando dietro le colline e comincia a riscaldare l’aria. Qualcuno ha paragonato il lago Titicaca al mar Egeo: concordo. La navigazione e’ bellissima e nonostante il freddo pungente facciamo tutto il viaggio fino all’ Isla della Luna sul tetto dell’imbarcazione per goderci il panorama mozzafiato. Dai pontili partono molte imbarcazioni dirette alle isole ma la nostra e’ l’unica che fa rotta verso l’Isla della Luna. Ad Alla Huasi (tempio delle vergini) in una posizione davvero suggestiva saremo gli unici turisti a dover dare soddisfazione alle 5 indigene “di turno” per la vendita di souvenirs. Decidiamo di comprare qualcosa da tutte e dopo lunghe contrattazioni ripartiamo con i nostri tesori verso l’Isla del Sol. Per fortuna Juan Carlos il proprietario della barca decide di attraccare a Pilko Kaina risparmiandoci la salita spezza gambe dell’Escalera dell’Inca a Yumani che faremo invece in discesa.
Dopo di noi attracca una barca di totora una pianta acquatica del lago. Pilko Kaina e’ il palazzo dell’Inca una delle rovine di cui e’ disseminata l’isola. Il pic-nic sull’isola e’ piacevolissimo ed arriva troppo presto l’ora di ripartire, prima del tramonto.

6.07.09
Abbiamo la mattinata libera prima di riprendere il bus per la Paz, andiamo in paese a cercare francobolli, ma l’ufficio postale li vende solo dal martedi’. Nel santuario della Virgin la Cappella de las Velas e’ un lungo cunicolo annerito dal fumo delle candele votive e con in fondo una statua delle Virgencita circondata da placche di ringraziamento dei devoti per i favori o i miracoli ricevuti. Accendiamo anche noi.
All’uscita assistiamo ad una cerimonia di Cabo d’año: la fine del lutto che qui dura 12 mesi. Davanti alla chiesa i parenti del defunto ricevono le condoglianze da amici e parenti; gli uomini sono tutti vestiti di nero mentre le donne negli abiti tradizionali con il cappello e lo scialle rigorosamente neri, indossano le loro gonne piu’ belle e colorate. C’e’ anche un cineoperatore, dopo la cerimonia religiosa ci sara’ un’allegra festa a cui sono tutti invitati.
Con un taxi ci dirigiamo a Sampaya alla punta estrema della penisola, e’ un delizioso paesino di case tradizionali in pietra o adobe con il tetto di paglia, con una bella chiesa ed una bella vista sulla Isla della Luna.
La Comunita’ locale sta costruendo un albergo ecosostenibile con tecniche tradizionali ed il 4 Agosto Evo verra’ personalmente ad inagurare le 7 camere. Anche noi siamo invitati a dormire gratutiamente. Ci penseremo.

7.07.09
La Paz. La citta’ e’ tutta un fermento, le iniziative si sussuegono per tutto il mese, le luminarie e le bandiere ravvivano la vista. Lungo il Prado c’e’ il presidio perche’ il Lago Tititcaca sia eletto tra le 7 meraviglie naturali del mondo. Musica dal vivo, sfilate in costume, gente che fa la fila per votare. E’ incredibile come ogni occasione qui in Bolivia sia buona per festeggiare.
Nella zona vicino al cimitero c’e’ una piazza dedicata al gelato di cannella, una specialita’ paceña
Andiamo a trovare Eduardo il nostro nuovo amico che ha un’agenzia turistica piuttosto esoterica (E’ quello del capodanno di Atlantide al lago Poopo) e che ci aveva proposto un giro alternativo a Tiwanacu, con visita anche ai villaggi vicini al Lago Titicaca.
Contrattiamo un po’, analizziamo il percorso, mi propone un rimedio Kallahuaya (medicina tradizionale) per curarmi il raffreddore o shampoo di coca per i capelli . Insomma ci ha convinto, ci verranno a prendere domani alle 7,30 per iniziare il giro.

8.07.09
Ore 7,30 tutti puntuali si parte. Siamo in 6 e’ venuto anche Eduardo perche’, scopriamo, il giro e’ ancora sperimentale: siamo i primi a farlo! Riccardo, appassionato di cinema ed in particolare di Fellini, e’ la nostra guida, ma sta imparando, Ulla e’ un allampanato norvegese, vicino di casa di Edoardo, sempre con la battuta pronta, continua a cantarci “Avanti popolo, ... bandiera rossa !” in italiano , infine Teo l’autista.
Il giro e’ molto bello, non ci sono molti turisti a Tiwanacu e cosi’ possiamo fare 4 chiacchiere con gli archeologi americani che stanno analizzando le pietre usate per costruire il sito, per capire da dove sono state trasportate e con l’archeologo aymara che collabora con le universita’ di tutto il mondo e continua a portare lentamente alla luce i tesori del sito. Rispetto a 5 anni fa gli scavi sono molto avanzati e ci sono nuove teorie e leggende.
A pranzo mangiamo la minestra chaque con le chuños (patate liofilizzate) e poi proseguiamo con il giro verso il lago, la cittadina di Taraco, patria della morenada uno dei balli tipici piu’ conosciuti. Qui riceviamo personalmente le scuse dell’alcalde (sindaco) perche’ stanno rifacendo il pavimento della piazza principale ed il museo e’chiuso.
Santa Rosa alla punta della penisola ha una spiaggia bellissima, di fronte la frontiera con il Peru’. Quando arriviamo a Chiripa dobbiamo cercare il custode del sito, che e’ felice di vederci perche’ qui non passa mai nessuno. La cultura Chiripa e’ precedente a Tiwanacu quindi meno pregevole come fattura ma il templete ha una vista magnifica sul lago e le montagne e il monolito e’ nel museo che e’ chiuso...
Sulla via del rientro costeggiando il lago, ammiriamo le tradizionali colture aymara che permettono di mantenere il suolo ossigenato anche a queste altitudini, con vento e sole implacabili.

09.07.09
Giornata di riposo, ne abbiamo bisogno.

10.07.09
Oggi la nostra meta e’ Sorata una delle destinazioni dei paceñis per il fine settimana. Una cittadina a 2700 mt di altezza alle pendici del monte Illampu alla fine della cordillera Real, Viene promossa come la capitale del trekking.
Sicuramente il percorso con i panorami che offre e’ uno dei motivi del viaggio: prima di scendere a valle a rotta di collo si sale fino alla Cumbre a circa 4600 mt.
Per fortuna la strada e’ quasi tutta asfaltata tranne nei punti che sono indicati come “geologicamente instabili” (?). Siamo partiti in 4 da La Paz nonostante l’autista abbia comunicato a gran voce la destinazione e si sia fermato in piu’ punti ad El Alto. E’ solo da Achacachi, oltrepassato il Lago Titicaca, che comincia un saliscendi continuo di campesinos e cholitas che trasportano le mercanzie piu’ varie ed a volte scendono nel bel mezzo dell’altoplano deserto.
Il clima e’ decisamente piacevole quando a meta’ mattina arriviamo al Residential Sorata, un luogo pieno di atmosfera e mistero anche se un po’ lasciato andare. Ovviamente facciamo una passeggiata con destinazione il Mirador dei Monti Illampu e Ancahuma, con la guida Felix che e’ un vero furbetto.

11.07.09
A Sorata ce la prendiamo comoda, dopo colazione ci incamminiamo fuori dal paese in direzione delle montagne. E’ sabato, giorno di mercato, quindi incrociamo continuamente persone con i vestiti della festa che si recano al mercato, spesso portando sulle spalle o a dorso di muli mercanzie da vendere. Le donne piu’ giovani hanno tutte un bambino sulle spalle, avvolto nella tipica coperta multicolori. In alto le nevi perenni ed i ghiacciai, intorno campi di mais e patate in posizioni improbabili coltivati con l’ausilio di strumenti ancora primitivi. La montagna e’ punteggiata di costruzioni di adobe.
Al mercato in citta’ si vende anche carne di lama essiccata. Sono principalmente le donne che vendono o acquistano dai generi alimentari alle suppelettili.
Nel pomeriggio decidiamo che ne abbiamo abbastanza di relax e riprendiamo il micro per La Paz, questa volta siamo in 17 piu’ un cane e una bici sul tetto. I posti vendibili sono 14 ma l’autista non ha cuore di lasciare a terra 2 signore grinzosissime, di eta’ indefinita, che tornando dal mercato farebbero il percorso a piedi in salita, con il pesante fagotto sulle spalle, fino al loro villaggio lontano mezz’ora di micro.

12.07.09
La Paz - cerco di curarmi il raffreddore. E’ passato un mese dall’udienza. La citta’ e’ in fermento con i preparativi della festa. Sul Prado c’e’ la feria, le bandiere si sono moltiplicate ed il traffico infernale di ieri ha lasciato posto alla tranquillita’ della domenica paceña. Domani riaprira’ il tribunale.

13.07.09
La buona notizia e’ che non ho l’influenza suina (gripe AH1N1) ma solo un normale raffreddore stagionale, la cattiva e’ che hanno decretato un’ulteriore giorno di ferie a La Paz per festeggiare degnamente il Bicentenario e far partecipare tutti alla celebrazione. Quindi sara’ festivo anche mercoledi’ 15. Pertanto in tribunale ci confermano che i temini per il nostro procedimento scadranno venerdi’ 17 alle 6 de la tarde (anziche’ mercoledi’- uff) e non ci sara’ modo di chiudere la questione prima della prossima settimana. Godetevi le celebrazioni del Bicentenario!
In tribunale incontriamo Alegi, in attesa dell’udienza, sono molto presi ed ovviamente emozionati, per fortuna ci sono tutti gli attori presenti e tutto andra’ bene. Ci penso un po’ forse non e’ il momento, ma comunque ci presentiamo per un veloce saluto.

14.07.09
Preparativi per la sfilata del bicentenario: al mattino i bambini dell’asilo di quartiere (Sopocachi) sfilano accompagnati dalle maestre al seguito di una piccola banda, sventolando delle fiaccole di cartone e bloccando il traffico. Tuttavia non c’e’ nessuno che si spazientisce o suona il clacson. Evidentemente qui imparano fin da piccoli a sfilare.
Null’altro di interessante da segnalare, salvo che ci siamo iscritti ad un corso di spagnolo. E’ di fronte a casa e Patricia l’insegnante, e’ molto simpatica. Parliamo subito del senso della vita... ma devo dire che non ci ho capito molto, forse fra qualche lezione.
La sera andiamo all’Iglesia di San Francisco per un concerto di chitarre dell’Ensemble tedesco Cantomano veramente notevole.

15.07.09
Vigilia del gran giorno, la citta’ si sveglia pigramente: sara’ una lunga giornata! Non ho ancora capito in cosa consistono le celebrazioni quindi la prima missione della giornata sara’ procurarsi un programma per essere al posto giusto al momento giusto. Decidiamo di acquistare i giornali e di andare a cercare informazioni all’Alcaldia.
Bingo! Sul quotidiano Cambio c’e’ tutto e all’Alcaldia 2 gentili signore ci forniscono il percorso della sfilata civica e ci danno suggerimenti su come organizzarci al meglio.
Prima tappa viadotto Potosi’: Evo e’ appena andato via ma c’e’ la TV e le prime auto lo stanno attraversando tra gli applausi e i fischi a quelli che non hanno la bandiera sul cofano.
A seguire Iglesia San Francisco dove i Colorados (guardia presidenziale) stanno prendendo le urne dei protomartiri della rivoluzione, compreso P. Murillo, per portarle in processione ed esporle nella Plaza omonima. Qui c’e’ una sessione d’onore del Congresso Nazionale trasmessa dal vivo in piazza con discorso di EVO Presidente dell’Estado Plurinacional. Alla fine lo vediamo attraversare la piazza prima di andare in calle Jean ad accogliere la tea (fiaccola) che arriva da Tiwanaku, portata da corridori indigeni, per dare inizio al Desfile de Teas (in ricordo del famoso “Somos un fuego que no se apaga” ultime parole pronunciate da P. Murillo prima di salire sul patibolo).
Alla sfilata partecipano tutti, dalle Istituzioni cittadine a chiunque abbia un denominatore comune che aggreghi un gruppo: ho visto tra gli altri le Zebre Paceñes (che tutti i giorni cercano di disciplinare il traffico caotico del centro), gli Scout, i Pagliacci, le Reginette di Bellezza, il candidato dell’opposizione Cardenas con i suoi sostenitori, i Minatori con le lampade frontali, gli Spazzini (molto applauditi), i dipendenti della linea aerea Aerosur e della compagnia nazionale di telefonia mobile Entel, la scuola di calcio degli Strongest di La Paz,  oltre naturalmente alla scuole, Universita’, Ministeri, Amministrazioni.... non so se c’erano anche i famosi Lustabotes.
Tutti sfilavano cantando l’inno della citta’ accompagnati dalle bande e portando fiaccole o lanterne tricolori. Le majorettes hanno fatto chilometri di salita e discesa portando tacchi 12, spesso a spillo ! Ammirevoli, al grido di “Viva La Paz !” – “Gloria a Murillo !” Tra gli applausi della folla, che sventolava le bandiere tricolori o la bandiera rossa e verde di La Paz.
Non so per quanto tempo siano andati avanti dalle 6 di pomeriggio nonostante il freddo pungente, noi alle 10 abbiamo deciso di spostarci verso la Paza Villarroel (Miraflores) dove e’ in corso la Verbena Popular con un grande palco e megaschermi che rimandano le immagini dei gruppi musicali (tradizionali e non) e ballerini alla folla immensa e compatta. Arrivare in piazza e’ un’impresa, il tassista ci lascia dove puo’, poi dobbiamo continuare a piedi facendoci strada tra le cholitas che vendono saporitissimi anticuchos (spiedini di carne alla brace), ma soprattutto combo: singani (superalcolico boliviano) con soft drinks o sucumbe’, sempre singani con latte caldo e cannella. Qui sono tutti molto piu’ allegri e molto piu’ giovani. Il culmine della festa sara’ a mezzanotte con lo spettacolare fuoco d’artificio che illumina tutta la citta’.

16.07.09
Bicentenario della rivoluzione !
Qualcuno ha festeggiato tutta la notte e noi ci siamo persi la celebrazione religiosa che e’ iniziata all’alba in Piazza Murillo pero’ alle 9,30 siamo ancora in Piazza Villarroel per il “Desfile Bolivariano de los Pueblos Latino Americano”. La piazza e’ stata miracolosamente ripulita ed il palco ed i megaschermi smontati per far posto alle tribune d’onore. Le bande militari ed i corpi speciali sono gia’ schierati in attesa al centro della piazza e tutti veniamo dotati di bandierine delle nazioni che sfileranno : Bolivia, Argentina, Paraguay, Venezuela, Peru’ ed Ecuador.
La sfilata viene aperta da Evo, Chavez in camicia rossa, Correa (Ecuador) e Lugo (Paraguay) che percorrono a piedi (!) un tratto dell’Avenida Busch e si installano sulla Tribuna d’onore salutati dai sostenitori. Inno nazionale, tutti in piedi e via i cappelli, e discorso di Evo che cerca di imitare Chavez, noto per non essere stringato, e che per fortuna in questa occasione non parlera’.
I primi a sfilare sono i rappresentanti dei popoli indigeni, seguiti dai militari. Chiudono i 240 cavalieri che hanno percorso tutto il paese, in parte accompagnati da Evo Morales Ayma.  

Nel pomeriggio rinunciamo alla Fiesta Popular gratuita che si svolge nello stadio per fare anche noi una passeggiata sulla Via Balcon appena inaugurata. E’ una passerella soprelevata che collega la Zona Roosvelt ed il Mirador Laikakota nel Parque Urbano Central appena risistemato molto bene. L’opera finanziata con fondi venezuelani e’ stata terminata a tempo di record ed ondeggia pericolosamente sotto il peso della folla eccessiva accorsa ad ammirare il panorama cittadino da una nuova prospettiva.