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Così venisti al mondo
da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perchè tu sai più
del mondo che ti demmo.
Pablo Neruda
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
L'adozione di tre fratellini
Una storia meravigliosa: Giovanna e Claudio genitori felici
 

Un po’ di storia
La storia inizia nel 2004, quando i tre bambini furono portati all’Hogar Stansberry di Santa Cruz, perché la loro famiglia era disgregata e la mamma non era in grado di prendersi cura di loro. All’epoca i tre fratellini avevano 2 anni e mezzo, 5 anni e mezzo e 6 anni e mezzo.
Passare da uno stato di quasi abbandono alla casa famiglia Stansberry, segnava il cambiamento graduale verso una vita migliore: potevano già godere della presenza di una mami e un papi, che dovevano condividere con altri bambini e anche se queste figure genitoriali non duravano più di due anni, hanno comunque avuto un importante ruolo, quello di ridare ai bambini il senso della famiglia, generalmente quasi inesistente nei normali Hogares, strutturati molto diversamente, ossia con molti bambini (50/100 bambini) e pochi volontari che si occupano di loro, generalmente personale religioso.

La lunga attesa
Più o meno nello stesso periodo Giovanna e Claudio iniziavano le pratiche burocratiche per poter diventare genitori adottivi.
J H L ancora non potevano immaginare che fosse possibile riavere nuovamente una vera famiglia e neanche Claudio e Giovanna avrebbero pensato che l’attesa sarebbe stata così lunga e che sarebbero stati necessari quasi 3 anni da vivere nell’incertezza.
Solo ora Giovanna e Claudio hanno la consapevolezza che questi anni sono serviti a maturarli sempre di più, perché hanno rappresentato il banco di prova del loro reale desiderio di diventare genitori adottivi e di prepararsi ad accogliere ben tre bambini, da considerare ormai grandicelli, perché di 5, 7 e 9 anni.
Ora il pensiero di Giovanna e Claudio va a tutti quei bambini che hanno visto negli Hogares Stansberry, San Lorenzo, Sagrado Corazon ( solo a Santa Cruz ci sono circa 70 Hogares, quasi tutti di origine religiosa.
Le adozioni sono drasticamente diminuite poiché è aumentato notevolmente il controllo sulle adozioni da parte degli organi governativi preposti. La conseguenza è che i tempi di attesa per adottare in Bolivia si sono eccessivamente allungati e il rischio è che molti bambini superano l’età “adottabile”, l’età massima è di circa 10 -12 anni, e che resteranno definitivamente negli Hogares, fino alla maggiore età.
Claudio e Giovanna e tutte le coppie che hanno già adottato, mantengono vivo il ricordo della loro esperienza in Bolivia, trasmettendola ai futuri genitori e cercando di trasferire loro l’amore che provano per la meravigliosa Nazione che li ha resi genitori.

Una vita di impegno ma soprattutto di gioia
In questo modo tutti questi genitori, costanti e fortunati, cercano di aiutare le coppie in attesa, coinvolgendole in ogni modo e organizzando svariati eventi per riunirsi tutti insieme, come nel caso di Battesimi e feste varie: compleanni, pranzi pre-natalizi, o il “Dia de Bolivia” ,festa che generalmente si svolge a fine primavera. In questa occasione così particolare tutte le famiglie che hanno adottato in Bolivia, giungono da varie parti d’Italia e si riuniscono a Marzabotto, vicinanze di Bologna, in un grande pic-nic in cui ci si scambia torte, paste al forno e vini deliziosi.
In questo festoso incontro si svolgono fantastiche partite di pallone con la maglia della squadra della Nazionale Boliviana.
Ad ogni incontro coppie che prima partecipavano senza figli, arrivano a far conoscere i nuovi arrivati, nella grande famiglia italo/boliviana.
Nel 2007 le coppie che parteciparono al Dia de Bolivia hanno fondato un sito www.diadebolivia.it in cui chiunque può avere informazioni, suggerimenti, notizie sia sulle norme che regolano l’adozione in Bolivia, sia su usi ,costumi e luoghi da visitare in Bolivia.
Alcuni mettono anche a disposizione le loro esperienze: infatti si possono inviare scritti e e-mail. Esiste ora un progetto di costituirsi in una Onlus, al fine di far pervenire i nostri aiuti a chi resta in Bolivia e ha bisogno di aiuti per medicine, scuole, ospedali o semplici aiuti mirati a sostenere famiglie in difficoltà.
È questo un progetto ambizioso che è però nel cuore di tutti i genitori adottivi, ai quali restano impressi quei visini dolcissimi che esprimevano un desiderio di amore. Anche l’ambasciata boliviana ha inserito un suo link per far conoscere le attività intraprese.
Quest’anno il Dia de Bolivia è stato organizzato a Roma e l’Ambasciatore di Bolivia in Italia, Elmer Catarina, con la simpatica moglie e la bellissima figlioletta, ci ha fatto l’onore di partecipare. L’ambasciatore ha molto gioito nel vedere con quanto amore i genitori adottivi crescano i piccoli boliviani, genitori che non si stancano mai di coltivare nei propri figli l’amore per la loro terra d’origine, partecipando con grande disponibilità ai momenti di aggregazione delle comunità boliviane, come quella del 5 agosto, festa Nazionale della Repubblica Boliviana, oppure come la solenne messa celebrata nella chiesa di San Giovanni, da 23 Vescovi e dal Cardinale boliviano, giunti da varie città boliviane.

Uomini e donne dal cuore in fiamme
La comunità boliviana, che è numerosa a Roma e a Bergamo, coglie l’occasione della Festa Nazionale del 5 agosto per riunirsi in parchi o teatri, dove si svolgono spettacoli con danze folkloristiche nei tipici costumi di ogni città boliviana.
In tali occasioni si cucinano ottimi piatti tipici e si espongono oggetti dell’ artigianato: tutto per sentirsi più vicini alla propria Patria.
L’ambasciatore Elmer Catarina sta lavorando con grande impegno affinché i boliviani, che vivono in Italia, possano integrarsi pienamente, pur mantenendo inalterata la loro identità e la loro origine. Noi genitori adottivi ci consideriamo ormai italo/boliviani e ringraziamo per averci resi partecipi a questi eventi.
E soprattutto ringraziamo i nostri figli perché è grazie a loro che abbiamo potuto ampliare i nostri orizzonti: vedere e toccare con mano il dolore, la povertà e il bisogno profondo di amore che c’è in questo mondo. Abbiamo anche ricevuto molto, nel conoscere la grande cultura boliviana, la gente e il loro mondo. E sempre grazie a tutta questa grande famiglia boliviana, abbiamo potuto instaurare, con gli altri genitori adottivi, rapporti così profondi e veri da superare l’amicizia, per arrivare ad essere fratelli di una grande famiglia.
E non dimentichiamo mai di ringraziare Dio, di averci permesso di vivere una esperienza tanto travolgente e meravigliosa, quale quella della genitorialità adottiva.

Figli di Giovanna e Claudio e Figli di Dio
16 novembre 2008, nella Parrocchia di San Luigi Gonzaga di Focene, sono stati battezzati i 3 fratellini, figli di Giovanna e Claudio.
Tutta la comunità li hanno accolti con affetto immenso ed ha atteso e vissuto con tutta la famiglia il tempo della preparazione e l’emozione del Santo Battesimo.
Il grande messaggio della adozione a figli di Dio, attraverso il battesimo, è arrivato con una profondità da lasciare senza fiato soprattutto i bambini della parrocchia e i loro familiari, che hanno vissuto con straordinaria partecipazion alla grande festa, cantando, pregando e abbracciandosi con immenso amore, proprio come una grande e unica famiglia.
Per i tre bambini boliviani, J H L, il 16 novembre sarà per sempre una data memorabile.
Nel 2007 un tribunale boliviano emise la sentenza definitiva della loro adozione a figli di Giovanna e Claudio.
Nel 2008, con il Santo Battesimo, sono stati accolti nella Grande Famiglia di Dio.
L’amore dell’uomo e l’amore di Dio sanno compiere questi miracoli.