C'era una volta un piccolo pallone rosso che abitava in un
paese lontano lontano, in una piccola casa carina carina, assieme a tanti
altri piccoli palloncini.
Ma questo palloncino, che era rosso e carino, dopo che aveva giocato tutto
il giorno, si sentiva triste triste, perchè nella casa piccina non
aveva nè la mamma nè il papà.
Un bel giorno il palloncino vide passare un Grande Condor Bianco e a gran
voce lo chiamò.
Il Condor , grande e maestoso nel cielo vide da lassù il piccolo palloncino
rosso e scese planando leggero, fino a posarsi sul grande e vecchio albero
che faceva ombra a tutti i piccoli palloncini che giocavano nel giardino.
- Che cosa vuoi da me ? - tuonò il Grande Condor Bianco rivolto al
palloncino.
Il piccolo pallone aveva un pò paura del Grande Condor, anche perchè
aveva dei grandi artigli affilati e un becco che avrebbe potuto tagliare in
due un albero, ma si fece coraggio e gli domandò:
- Tu che sei il Grande Condor Bianco e che vedi tutto da lassù nel
cielo, perchè non mi trovi una mamma e un papà ? -
Il Condor ci pensò un pò su, e, lisciandosi le piume con gli
artigli, rispose con voce possente:
- E tu cosa mi darai in cambio ? -
Il piccolo pallone non aveva nulla da dargli e non sapeva cosa dire, ma il
vecchio albero, che aveva guardato incuriosito la scena, gli suggerì
piano piano da un rametto:
- Dagli tutto l'amore che hai -
Il palloncino guardò il Grande Condor e gli disse solennemente:
- Ti prometto che ti darò tutto il mio amore -
Il Grande Condor Bianco spalancò improvvisamente le ali e, oscurando
il cielo con tutto il corpo tuonò:
- Va bene, accetto il patto: ti troverò una mamma e un papà
e te li porterò. In cambio tu dovrai darmi tutto l’amore di cui
sarai capace.
E così dicendo, si levò in volo, scomparendo a breve nell'azzurro
del cielo.
Passarono i giorni, e mentre il piccolo palloncino continuava la vita di sempre,
il Grande Condor Bianco attraversava i cieli di paesi sempre più lontani,
volava sopra mari e montagne, sotto il sole cocente e sotto la pioggia, e
ogni tanto si posava a terra e chiedeva agli animali e alle piante:
- Sapete se in questo posto ci sono una mamma e un papà pallone ?
Tutti rispondevano che non li conoscevano, e che non sapevano dove potevano
essere. A dire il vero nessuno poteva mentire al Grande Condor Bianco, perché
il Grande Condor Bianco faceva un po’ paura a tutti gli animali e a
tutte le piante del mondo.
Un giorno, il Grande Elefante Africano, che non aveva paura del Condor ma
gli voleva comunque bene, la chiamò e gli disse: - Il Leone conosce
un paese dove ci sono mamme e papà palloni, prova a cercarlo e a chiederglielo.
Allora il Condor , che è il Re del cielo ma è anche gentile,
ringraziò si mise a cercare il Leone con la sua vista acutissima.
Il leone, che è il Re della foresta, vide arrivare il Grande Condor
Bianco che si posò su un ramo vicino a lui.
- Conosco il paese dei palloni – disse il Leone al Condor - ma dovrai
volare oltre quelle montagne laggiù, e oltre il mare che c’è
dopo, e oltre le isole che ci sono dopo, fino ad arrivare nel paese dei palloni,
ma ora mangia, che mi sembri affamato.
Il Condor e il Leone mangiarono assieme poi il Condor ringraziò il
leone e si alzò in volo.
Volò allora oltre le montagne, oltre il mare e oltre le isole, fino
ad un piccolo paese meraviglioso, dove c’erano tanti palloni di tutti
i colori possibili: ce n’erano di blu come il mare e di bianchi come
la neve, di verdi come le foglie degli alberi e di azzurri come il cielo,
di gialli come i fiori del campo e di rossi come il sole la sera.
Il Condor volò sopra il paese dei palloni e grazie alla sua vista acutissima
trovò una coppia di palloni che passeggiava sola soletta in un parco
nella città dei palloni, planò veloce e si posò vicino
a loro.
- Sono il Grande Condor Bianco – disse con voce tuonante il Condor ,
che era gentile ma non proprio modesto – e sto cercando una mamma pallone
e un papà pallone.
La mamma pallone fece un grido di paura e il papà pallone si fece avanti,
anch’esso un po’ timoroso per vie degli artigli ecc ecc e chiese
alla Grande Condor Bianco:
- Siamo una mamma pallone e un papà pallone, ma non abbiamo un palloncino.
Ne conosci forse uno ?
Allora il Condor disse: - salite sopra di me, un piccolo palloncino vi sta
aspettando.
I due palloni si gurdarono un attimo e oplà, salirono sulle morbide
ali del Condor , che decollò.
Sorvolando tutto quello che aveva sorvolato nel viaggio di andata, il Grande
Condor Bianco volò senza soste fino alla piccola casa carina dove viveva
il piccolo palloncino rosso e con una picchiata velocissima si posò
con leggerezza sullo stesso ramo del vecchio albero dove aveva visto la prima
volta il piccolo palloncino rosso.
Mamma pallone e papà pallone scesero a terra, un po’ scossi,
e si guardarono attorno: in un angolo del giardino c’era il piccolo
palloncino rosso che stava giocando con un balocco di legno.
Si avvicinarono e chiamarono il piccolo palloncino, che li guardò sorpreso:
- chi siete ? – chiese con una vocetta sottile e timorosa, ma vedendo
dietro di loro il Grande Condor Bianco capì tutto: erano la sua mamma
e il suo papà.
Si abbracciarono felici e, salutati i piccoli amici della casetta carina,
tornarono verso il Grande Condor Bianco.
- Grazie – disse il piccolo pallone rosso – ma adesso ti devo
dare tutto il mio amore.
- Ti lascio il tuo amore – disse il Grande Condor Bianco – ma
dovrai donarlo alla tua mamma e al tuo papà, per sempre.
- Anche noi ti ringraziamo – disse la mamma pallone – e ti promettiamo
che ameremo nostro figlio con tutti noi stessi.
Il Grande Condor Bianco aprì le ali e le battè forte in segno
di approvazione, poi disse:
- Venite, vi porto a casa – e mentre la nuova famiglia si accomodava
sulle ali del Grande Condor Bianco, questo, non vista da nessuno, strizzò
l’occhiolino al vecchio albero del cortile della casa carina che, attraverso
un rametto gli sussurrò piano piano:
- Alla prossima !!!
E scomparve così, nell’azzurro del cielo.