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Così venisti al mondo
da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perchè tu sai più
del mondo che ti demmo.
Pablo Neruda
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
la paz
Vanje's Family - gennaio - marzo 2007
pdf scaricabile (80kb)

Fra le guide ufficiali della Bolivia, consigliamo la guida Lonely Planet e “Bolivia: dove le Ande incontrano l’Amazzonia” scritta da Anna Maspero.
Questo scritto integra, con consigli di vita vissuta, le guide a La Paz.

La Paz è una città con circa 2 milioni di abitanti, divisi fra vari quartieri.

Il Quartiere città di El Alto, sull’altopiano, a 4000 metri SLM è una reatà profondamente diversa da La Paz, città per molti versi europea e per altri profondamente sudamericana.
Difficile descriverla in poche righe, fatto sta che esistono diverse zone, e ognuna con le sue peculiarità.
Noi abbiamo vissuto nella zona di Sopocachi, molto tranquilla e relativamete poco trafficata, da gennaio a marzo 2007.
Possiamo dividere (arbitrariamente) La Paz in diverse zone:
El Alto
La Paz centrale
La Paz alta
La Paz bassa
Zona Sur

El Alto è una città con una popolazione variabile (dipende dall’accuratezza del censimento) da 600.000 a un milione di abitanti, enorme, vastissima, soprattutto perché composta da abitazioni perlopiù a un piano, al massimo due, con pochi edifici più alti nella zona centrale.
Ci si arriva da due o tre strade, una è la superstrada a pagamento (si paga in cima, e ci sono due uscite) che porta, o parte, praticamente da Plaza San Francisco e arriva nel centro di El Alto (il tribunale – Juzcado - e l’Alcaldia di El Alto sono proprio alla fine della superstrada). L’altra è una strada con assurda pendenza che taglia la montagna dalla zona sur fino alla cima della cresta. Quest’ultima è da fare, soprattutto il ritorno per il panorama.
Anche se non vi dovetre fermare, a El Alto ci dovete passare per andare nella maggior parte delle destinazioni: Laga Titicaca e Tihuanaco in primis, poi se volete andare a Oruro (passa l’autostrada).
L’aeroporto è appunto a El Alto (4050 slm), e decollano (per l’atterraggio non ci sarebbe problema) solo aerei medi con tratte internazionali ma non intercontinantali (non ci sarebbe abbastanza aria per spingere su le ali, come ci ha spiegato un pilota di aerei).
Da vedere a El Alto c’è il mercato, vastissimo e più o meno interessante, soprattutto per i prezzi. Non portatevi nulla che si possa rubare, eviterete di rimpiangerne la scomparsa.
Fatevi accompagnare, cosa utile per il ritorno: a parte i minibus, economicissimi quanto rumorosi e caratteristici, ci sono pochissimi taxi.

La Paz centrale, che va da Plaza dell’Estudiante (a sud) fino a San Francisco (nord) Calle Sagarnaga (ovest) Calle Jaen (est) è la zona più “turistica” della città, e tranquilla per il passeggio e soprattutto per l’acquisto di souvenir.
In questa zona ci sono anche gli uffici della migracíon (CV), i tribunali di La Paz, i negozi con tutto l’acquistabile, ristorantini, musei, palazzi governativi (Plaza Murillo), le poste (sul Prado), la passeggiata del Prado, oltre che le manifestazioni di protesta (con o senza lancio di dinamite), i minatori incatenati alla chiesa, cholitas e feste in genere.
Le cholitas (=massaia =contadina) le trovate a tutti gli angoli di La Paz, vendono di tutto: dal pesce alle scarpe, dai walkman alla frutta di stagione. Caratteristiche perché con cappello a bombetta in testa e gonna multistrato e multicolore. Con o senza bimbo legato dalla niñera (specie di tovaglia multicolore piegata a triangolo e legata in vita per reggere il bimbo – a volte anche grandicello)
E’ la parte più bella di La Paz, quella più pianeggiante (per modo di dire) e nelle giornate di sole quella sicuramente più fruibile da parte di quelli che hanno bimbi al seguito. Ci si trova di tutto, ma questo vale per tutta la città: è la capitale e per chi ha soldi in tasca, i rifornimenti non mancano.
Sul Paseo del Prado, detto comunemente Prado, oltre a molti negozi ci sono diversi ristorantini apparentemente fast food o gelaterie, tipo le catene del “Dumbo” o “El Broso” dove dentro ci sono i giochi e gli animatori e si mangia piuttosto bene (hamburger o piatti unici internazionali in genere, oltre ad ottimi gelati), e il servizio è impeccabile e i genitori dei bimbi più grandicelli possono rilassarsi mentre i loro pargoli si sfogano con i giochi del locale (tipo quelli che ci sono a volte nei MacDonald da noi, ma molto più belli).
In questa zona ci sono i palazzi governativi (attorno a Plaza Murrillo) alcuni musei – ben tenuti e economicissimi, se non gratis – da visitare assolutamente se i vostri pargoli ve lo consentono.
La zona coloniale – molto piccola ma da vedere, tutta attorno a calle Jaen, fatta da case in puro stile spagnolo, colorate e con grandi patii e balconate che rendono abbastanza inverosimile la zona, confrontata con tutto il resto della città attorno, conta diversi musei in poche centinaia di metri. Sono musei piccoli ma interessanti come quello della musica, che ha una piccola zona dove si possono suonare alcuni strumenti.
Nella zona dietro la chiesa di San Francisco c’è tutta la zona turisticamente più sviluppata, nel senso dei negozi: decine e decine di tiendas di souvenir, in uno spazio piuttosto ridotto, con il top all’incrocio fra Calle Sagarnaga e Calle Linares, con il famoso mercato dell’Hechiceria (=stregoneria) in realtà alcuni negozi con in esposizione, fra le altre cose “normali” anche erbe strane e feti di lama essiccati. Zona utile per comprare anche strumenti musicali tipici: zampogne (flauto di pan a più canne di grandezza variabile, consigliato sui 100 bs) e charango (chitarra in miniatura a 10 corde accoppiate, di molteplici prezzi e fatture, consigliato sui 500 bs e di tipo semiprofessionale) ma non comprateli fatti di armadillo: è un animale protetto e potreste aver problemi in dogana!!!
Per i maglioni di alpaca la differenza di prezzo si basa sul fatto che sia fatto a mano o fatto a macchina.
I primi costano sui 400 bs, i secondi attorno ai 100 bs. A voi la scelta: l’offerta è ampia.
Stessa cosa vale per i manufatti d’argento: solo i più esperti possono riconoscere l’argento “buono” da quello di minor valore.
Le T-Shirt invece non sono di gran qualità: in Perù hanno un cotone più resistente.

La Paz alta, con la immensa corona di case che circonda tutta la città, è la parte della città meno “turisticamente” interessante, nel senso che non è che ci sia poi molto da vedere, ma c’è molto da “comprare”.
E’ a zone: paradossalmente, nella zona dei sarti ci sono quasi esclusivamente sartorie, in quella degli alimentari quasi esclusivanente generi alimentari e così via. Forse per l’acquirente è più comodo, ma per la concorrenza, vabbè.
Da tenere sempre in considerazione: a La Paz si viaggia in taxi quasi sempre (un giro in città 7-10 bs) e ci si fa portare in alto, per poi “bajarse” mentre si guardano gli obbiettivi della visita. Nella parte alta soprattutto, dove sfioriamo i 3800 metri, risalire è un’impresa da infarto, scendere invece è molto piacevole.
NON DIMENTICATEVELO MAI. Ma non ve lo dimenticherete.
A ovest di San Francisco, o meglio, sopra la cattedrale, e sopra l’incrocio del turismo rappresentato da Calle Sagarnaga e Calle Linares c’é la zona degli acquisti a buon mercato, che inizia da Calle Calatayud, e scende per il mercato dello Hyustus fino a Corso Buenos Aires scendendo poi per Tumusla: è la zona del Mercato Negro: si trova di tutto, ma proprio di tutto, a prezzi molto bassi e in quantità.
Molti anche i piccoli “comedor” dove cholitas indaffarate ti danno una zuppa da sobbollenti pentole fumanti in cui galleggia di tutto per pochi Bs. Oppure panini all’agnello tirati fuori da enormi sacchi blu dove c’è proprio il mezzo agnello, o lama, o vitello, o chissà cosa. Per chi ama il brivido dell’avventura.
Le salteñas sono ottime in genere, anche se prese lungo la strada: essendo un prodotto da forno sono sicuramente disinfettate dal calore.
Attenzione però alla qualità di quello che si compra, a volte corrisponde al prezzo: la paghi poco ma dura poco. Interessanti i jeans, le scarpe da bimbo (di solito quanto durano?) e per chi è interessato c’è anche una serie di negozi sia di valigie (utili al ritorno) che di passeggini (quindi non portatevelo dall’Italia, lo trovate a circa 25-30 euro).
Anche il mercato dell’elettronica – Calle Eloy Salmon – è interessante, ma poco all’avanguardia e con prezzi non interessanti. Interessanti qui invece i riparatori di cellulari, che ti aprono in quattro e quattr’otto il telefono e te lo sistemano per pochi boliviani.
A fianco di Calle Eloy Salmon c’è il Barrio Chino, probabilmente una delle zone più malfamate di La Paz. 150 metri di mercato all’aperto con SOLO e esclusivamente merce rubata. Sempre per i soliti amanti dell’avventura consiglio una passeggiata serale. Indimenticabile.
L’avvertenza, in tutta La Paz alta, è di tenere d’occhio il portafoglio e altri acessori rubabili. Poi valgono le regole di buonsenso che si prendono in tutte le città del mondo: occhio sempre alla penna!!

La Paz bassa è una zona tranquilla, piena di negozi e supermercati, uffici e scuole.
In questa zona ci sono Sopocachi e Miraflores, quartieri molto tranquilli dove il traffico è relativamente scorrevole. Ci sono anche grandi piazze che si animano tutte le domeniche di bambini e giochi vari.
E’ una zona dove si trova di tutto per la sopravvivenza quotidiana: pizzerie, ristoranti, supermercati, cholitas.
Alcuni supermercati sono un po’ cari, ma offrono prodotti più assortiti, altri più economici ma la qualità della merce non sempre è ottimale. Ci si trova pressocchè di tutto, anche se non sono dei veri e propri centri commerciali come in Italia. Il più grande di questi supermercati che abbiamo visto noi è più o meno grande come un supermercato di quartiere.
Nella La Paz bassa si trova il parco Laikakota, citato abbondantemente da tutti quelli che sono venuti a La Paz con bimbi: un parco situato sulla cima di uno sperone roccioso sul lato est della città, nel quartiere Miraflores a due passi dallo stadio: ma qualsiasi tassita vi può portare al Laikakota.
Si sale una ripida scala per accedervi e il resto è circa pianeggiante: giochi come se piovesse oltre a piccoli comedor aperti però solo la domenica. Costa solo 3,5 Bs a persona e i bimbi passano una bella giornata. Oltretutto la vista su La Paz è decisamente notevole.
A lato del Laikakota c’è il museo Kusillo, aperto a orari un po’ strani, dove i bimbi più grandicelli si divertiranno molto con vari giochi da fare, più o meno interessanti.
Ottimo il pane, in tutta La Paz, e le torte, anche se enormi e piene di panna montata (da cui il “muerda la torta” canzoncina che i più grandicelli conoscono e che si canta per il compleanno: il festeggiato deve mordere – mettendoci sopra il viso – la torta e i compagni gli fano lo scherzo di stampargli il viso in mezzo alla panna montata). La carne è discreta nei market, ottima nei ristoranti.
Un po’ sopravvalutato il ristorante argentino (vi ci porteranno) nei dintorni di plaza Avaroa, per noi la carne era migliore nella zona sur, il servizio comunque ottimo.
Il pollo arrosto è ottimo in tutta la città, e di dimensioni notevoli. Ci si mangia tranquillamente in quattro con un pollo arrosto ed è facile che ne avanzi.
Le patate fritte, croce e delizia di ogni famiglia, sono piuttosto economiche quanto unte, sia quelle dei market che quelle dei rosticcieri: meglio le Pringles.
Dalle cholitas in questa zona si può comprare di tutto, soprattutto la frutta. E’ ottima e economica rispetto a quella dei supermercati.
Un comedor che potete provare con tranquillità è il “Pick’s” , nella traversa di plaza Avaroa calle Salinas dove per 10 bs (13 la domenica) vi fate un pasto completo, e ottimo fra l’altro, secondo la cucina boliviana originale. Buona anche la pizza, a La Paz: consigliamo quella con il pollo piccante – una rivelazione, all’ ”Eli’s” di plaza Avaroa
Il ristorante “Il Falco” è gestito da un italiano – di Falconara – che ha trovato il modo di far cuocere la pasta senza rovinarla. E’ di fronte al Ketal di Av.da Arce.
Le varie piazze hanno un certo assortimento di scivoli, altalene e vari giochi piuttosto ben tenuti. Segnaliamo plaza de España e plaza Avaroa, ma ce ne sono altre. La domenica ci sono anche altri giochi: giostre rigorosamente a mano, oltre a gruppi di ballo che si allenano proprio in piazza. Oltre agli immancabili piccioni, che come facciano a volare e 3500 mt è un mistero.

La Zona Sur è decisamente la parte più occidentale e moderna di tutta La Paz, con un tenore di vita più elevato del resto della città, molte famiglie adottive risiedono in questa zona: Obrajes, Calacoto e San Miguel alcuni quartieri.
Si trova anche qui di tutto, ma a prezzi un po’ più alti del solito: attenzione, la maggior parte dei negozi della zona sur ha i prezzi espressi in dollari!!!
Fra i ristoranti non possiamo pare a meno di segnalare il Sant’Aquilina, con le sue due sedi, una in piena zona sur e l’altra qualche chilometro dopo lo zoo. Il cuoco è boliviano, ma ha lavorato diversi anni in Italia ed è tutto ottimo e economico, anche se non per gli standard boliviani.
Al Rocky’s la carne è ottima: in centro a San Miguel
Nella zona sur c’è anche l’ambasciata italiana, spostatasi un paio di anni fa dalla sua vecchia sede.
Qui da visitare c’è lo zoo, dove si possono passare alcune giornate interessanti (non dimenticate la zona dei giaguari, un po’ nascosta e mal segnalata,dove una trentina di esemplari vivono in grandi appezzamenti di terreno recintati) e la Valle della Luna, forse un po’ più deludente di quello che promette, ma che vale comunque il biglietto – economico. Impraticabile con i passeggini, meglio il marsupio.
Molti parchi vi faranno passare belle giornate: sia il Florida che la Laguna di Coto-Coto, dove c’è spazio e terreno pianeggiante per poter far scorazzare i bimbi. Nei festivi ci sono anche comedor.
Interessante il panino con il pollo, dove vi sbattono dentro, fra le salse varie, proprio un quarto di pollo, ossa e pelle compresi. Divertente mangiarlo, soprattutto per chi vi guarda.
Negozi di ogni tipo, supermercati, ristoranti: nella zona sur La Paz perde un po’ della sua genuina sudamericanità per diventare un po’ più internazionale: per chi sente la mancanza di casa.
A parte i parchi, noi preferivamo di gran lunga la città alta. Ma è un fatto personale.

Cosa comprare a La Paz
Artigianato locale e boliviano in genere: l’intramontabile calle Sagarnaga, che parte alla sinistra della chiesa di San Francisco e sale per circa 400 metri, fino a calle Illampu.
A circa metà c’è l’incrocio con calle Linares, e il numero dei negozi aumenta a dismisura.
Tappeti, borse, maglioni e manufatti in genere di lana, tessuti multicolori e T-shirt variopinte. Argento e pietre più o meno preziose. Strumenti musicali di vario tipo: a corda, a fiato, a percussione se non vi spaventa portarvi in aereo un tamburo. Si possono comprare un sacco di cose spendendo poco.
Unico problema è il prezzo, che va contrattato per dovere: se non contrattate destate un po’ di sospetti. Eppoi occorrerebbe sincerarsi che il prezzo dell’oggetto acquistato corrisponda al valore che pagate. Impresa in effetti un po’ ardua se non siete esperti in quello che volete comprare.
Un’idea è comprare le bamboline di terracotta per fare le bomboniere da battesimo: qui le pagate decisamente di meno (30 bambole da 2 cm per 25 bs)
Occhiali : con poche decine di euro si possono rifare gli occhiali, le ottiche non mancano in tutta la zona centrale attorno al Paseo del Prado. A me sono sembrati però un po’ sbrigativi, e non li ho fatti rifare: ma forse sono solo un po’ pignolo.
Abbiamo notizia di famiglie che hanno aprofittato dei prezzi modici per fare delle cure dentarie sia al piccolo che a loro. Non abbiamo però gli indirizzi dei dentisti, rivolgetevi al vostro referente.
Scarpe e abbigliamento: le scarpe e l’abbigliamento da bambino trova il suo miglior affare lungo i mercati dello Hyustus, la qualità è discreta e il prezzo ottimo. L’abbigliamento da adulti è economico, ma non durevole, e si trovano incredibilmente diversi articoli da mare o da piscina. Di cartelli con l’indicazione piscine ne abbiamo visti, ma mica tanti.
Nella zona della sartoria ci si può far fare un vestito su misura per veramente poco: magari il taglio da noi risulterebbe demodè…
CD e DVD in genere: anche i più nuovi, magari di film che devono ancora uscire, e tutti rigorosamente pirata, e in spagnolo. Anche nelle gallerie della zona sur i CD e i DVD sono pirata. A voi la scelta, pensando che dovrete lasciarli in Bolivia: magari se in dogana in Italia vi trovano dei DVD pirata…
Coca: nel senso della foglia con cui si fa il mate, e La Paz, come tutta la Bolivia in genere, ne è piena. La si compra in bustine al supermercato, tipo the’, o in foglia, dalle cholitas. Vale il consiglio dei DVD, con l’aggravante che è reato penale.
Cuoio: nonostante le tradizioni contadine, non ho trovato che un negozio, al Prado, che vendesse manufatti in cuoio artigianale. Forse non ho guardato bene.
Elettronica: decisamente obsoleta e non a buon mercato. I telefoni costano come da noi, anzi, magari in Italia si trovano a volte in offerta a prezzi decisamente più convenienti. E in vendita non ci sono gli ultimi modelli. I PC portatili sono più cari, e le macchine digitali anche. Il nostro consiglio sull’elettronica è: lasciate perdere.
Cibo: dalle cholitas frutta, abbigliamento, giocattoli e salteñas. Dal rosticciere pollo e ancora pollo ma ne abbiamo trovato uno che faceva anche le costine di maiale, e sembravano ottime: a fianco di Plaza de España, dove c’è anche un ottimo forno per il pane. Buonissimo in tutta la città. Per i vostri bimbi al supermercato dovete prendere le fruttillas: sono sacchetti di plastica con dentro o latte aromatizzato, o yogurt o succo. Tutti a La Paz ne fanno uso smodato, sono sigillati: ne mordi un angolino e te lo succhi con calma. Ma non sono neanche male, e sono comodi. Tutto il resto lo trovate nei supermarket, e ce ne sono parecchi, anche se il concetto di “centro commerciale” non è ancora conosciuto. Il pesce è di lago, e alcune cholitas lo vendono per la strada, con varia freschezza. Anche qui per gli amanti del brivido.
Come già ripetuto a La Paz si trova di tutto: attenti al peso che rimetterete in valigia!!!

Cosa fare a La Paz
Parchi: Laikakota, Kusillo, Florida, Laguna di Coto Coto. Tutti degni di visita: ci sono scivoli che in Italia non passerebbero certamente le misure di sicurezza, ma non siete mica in Italia. Il nostro pupo non ha mai salito uno scivolo dalla parte della scala, e sembra una moda comune fra i bambini boliviani.
Piazze: diverse piazze a La Paz sono attrezzate per i bambini, con giochi vari e scivoli piuttosto ben tenuti.
Zoo: vale la corsa in taxi, o in mini. Parecchi animali, non tutti esotici, ma tenuti abbastanza bene. Si può fare anche il pic-nic e la domenica ci sono i comedor aperti. Ci si può andare più volte, i bambini gradiscono molto, soprattutto se avete portato il pane o i biscotti da dare a pesci e anatre.
Valle della luna: carina, caratteristica, ci si va una volta. Bè, del tempo ne avete, no?
Chiese e monumenti: San Francisco, la cattedrale. Non tutte le chiese sono però aperte. Bello il Monticulo, con chiesetta annessa e bella vista della città con l’Illimani sullo sfondo: la foto serale è un must.
Musei: ce ne sono diversi, e tutti in zona centrale. Molto belli quelli di calle Jaen, soprattutto per il giro che va da una casa all’altra passando per patii meravigliosi. Altri musei sono interessanti, e ben curati, soprattutto quello etnografico (gratis!).

Gite
Lago Titicaca: suggestivo, enorme, pieno di magica atmosfera. D’obbligo bagnarsi le mani nel lago sacro agli dei. Sulle rive del lago c’è Copacabana, cittadina interessante e molto bella, anche se noi non abbiamo fatto in tempo ad andarci: è un po’ lontana e sarebbe meglio dormirci per visitarla con più calma.
Tihuanaco: rovine nel senso più lettterale del termine. Poco è rimasto da vedere, ma i due musei che sono stati creati sui siti archeologici sono notevoli.
La Cumbre: passo ai piedi dell’omonima montagna, a 4300 metri SLM. Da fare, anche perché sul passo si fermano le macchine per fare l’offerta a Pachamama per ingraziarsi gli dei: da qui parte la strada che va a Coroico e, sebbene il pezzo più brutto sia bypassato da una nuova strada più sicura, le tradizioni sono dure a morire e quasi tutti fanno l’offerta. Interessante il mercatino, prima di arrivare al passo, dove ci sono decisamente più negozi e comedor che avventori. Misteri della Bolivia.
A 4300 metri ci sono anche moltissimi lama, alpaca, che pascolano liberi e… gabbiani, molti e infreddoliti. Bho?

Trasporti a La Paz
Taxi: quasi obbligati, viste le pendenze e l’economicità del mezzo. Una corsa in città costa dai 7 ai 10 boliviani, a volte cercano di fregarvi, facendovi spendere magari 12 Bs, contrattate prima, dicono tutti, ma come si fa a contrattare quando lo fermi alzando una mano (attenzione a gesticolare per la strada) e questo inchioda facendo strombazzare tutti fino alla zona sur ? Cercate piuttosto di prenderne uno delle “compagnie ufficiali” – anche se non ho mai capito quali fossero – quelli che hanno cioè il numero di telefono ben evidente illuminato sopra. Oppure ve lo fate chiamare dall’albergo, dal ristorante o dal negozio. Noi abbiamo preso anche taxi pirata, fatiscenti tanto da meritare i rimproveri del nostro bimbo, e il prezzo era lo stesso. Evitando di prendere taxi pirata di notte e da soli i rischi di rapine (nemmeno troppo frequenti) si dovrebbero ridurre.
A volte il taxi carica qualche altro cliente, che va nella vostra stessa direzione, più o meno. Non riduce il prezzo del biglietto, ma quattro chiacchiere sono garantite.
Autobus e minibus: tutti privati, i minibus e i taxi sono la maggior parte del traffico di La Paz. Si fermano nei posti più improbabili, creando delle code e degli ingorghi assurdi, che magicamente si risolvono da soli. Per andare da El Alto al Prado vogliono 2 bs e 30. Un giro si dovrebbe fare. L’autista è aiutato da un “chico” che declama a gran voce le destinazioni e riscuote il biglietto, elargendo i resti con precisione svizzera. A volte stipati. Autobus non ne abbiamo presi, ma dovrebbe essere uguali, solo con più gente.
A piedi: fa bene alla salute, dicono. Bajarse è la parola d’ordine, ma ve ne accorgerete da soli. Per cuori forti.

Con la speranza che queste poche righe vi possano essere utili, un affettuoso abbraccio da
Cesare Monica e Fernando