Fra le guide ufficiali della Bolivia, consigliamo la guida Lonely
Planet e “Bolivia: dove le Ande incontrano
l’Amazzonia” scritta da Anna Maspero.
Questo scritto integra, con consigli di vita vissuta, le guide a La
Paz.
La Paz è una città con circa 2 milioni di abitanti,
divisi fra vari quartieri.
Il Quartiere città di El Alto, sull’altopiano, a 4000
metri SLM è una reatà profondamente diversa da La Paz,
città per molti versi europea e per altri profondamente sudamericana.
Difficile descriverla in poche righe, fatto sta che esistono diverse
zone, e ognuna con le sue peculiarità.
Noi abbiamo vissuto nella zona di Sopocachi, molto
tranquilla e relativamete poco trafficata, da gennaio a marzo 2007.
Possiamo dividere (arbitrariamente) La Paz in diverse zone:
El Alto
La Paz centrale
La Paz alta
La Paz bassa
Zona Sur
El Alto è una città con una popolazione
variabile (dipende dall’accuratezza del censimento) da 600.000
a un milione di abitanti, enorme, vastissima, soprattutto perché
composta da abitazioni perlopiù a un piano, al massimo due,
con pochi edifici più alti nella zona centrale.
Ci si arriva da due o tre strade, una è la superstrada a pagamento
(si paga in cima, e ci sono due uscite) che porta, o parte, praticamente
da Plaza San Francisco e arriva nel centro di El
Alto (il tribunale – Juzcado - e l’Alcaldia di El Alto sono proprio alla fine della superstrada). L’altra
è una strada con assurda pendenza che taglia la montagna dalla
zona sur fino alla cima della cresta. Quest’ultima è
da fare, soprattutto il ritorno per il panorama.
Anche se non vi dovetre fermare, a El Alto ci dovete passare per andare
nella maggior parte delle destinazioni: Laga Titicaca e Tihuanaco
in primis, poi se volete andare a Oruro (passa l’autostrada).
L’aeroporto è appunto a El Alto (4050 slm), e decollano
(per l’atterraggio non ci sarebbe problema) solo aerei medi
con tratte internazionali ma non intercontinantali (non ci sarebbe
abbastanza aria per spingere su le ali, come ci ha spiegato un pilota
di aerei).
Da vedere a El Alto c’è il mercato, vastissimo e più
o meno interessante, soprattutto per i prezzi. Non portatevi nulla
che si possa rubare, eviterete di rimpiangerne la scomparsa.
Fatevi accompagnare, cosa utile per il ritorno: a parte i minibus,
economicissimi quanto rumorosi e caratteristici, ci sono pochissimi
taxi.
La Paz centrale, che va da Plaza dell’Estudiante (a sud) fino a San Francisco (nord) Calle
Sagarnaga (ovest) Calle Jaen (est) è
la zona più “turistica” della città, e tranquilla
per il passeggio e soprattutto per l’acquisto di souvenir.
In questa zona ci sono anche gli uffici della migracíon (CV), i tribunali di La Paz, i negozi con tutto l’acquistabile,
ristorantini, musei, palazzi governativi (Plaza Murillo),
le poste (sul Prado), la passeggiata del Prado,
oltre che le manifestazioni di protesta (con o senza lancio di dinamite),
i minatori incatenati alla chiesa, cholitas e feste in genere.
Le cholitas (=massaia =contadina) le trovate a tutti gli angoli di
La Paz, vendono di tutto: dal pesce alle scarpe, dai walkman alla
frutta di stagione. Caratteristiche perché con cappello a bombetta
in testa e gonna multistrato e multicolore. Con o senza bimbo legato
dalla niñera (specie di tovaglia multicolore piegata a triangolo
e legata in vita per reggere il bimbo – a volte anche grandicello)
E’ la parte più bella di La Paz, quella più pianeggiante
(per modo di dire) e nelle giornate di sole quella sicuramente più
fruibile da parte di quelli che hanno bimbi al seguito. Ci si trova
di tutto, ma questo vale per tutta la città: è la capitale
e per chi ha soldi in tasca, i rifornimenti non mancano.
Sul Paseo del Prado, detto comunemente Prado,
oltre a molti negozi ci sono diversi ristorantini apparentemente fast
food o gelaterie, tipo le catene del “Dumbo” o “El Broso” dove dentro ci sono i giochi
e gli animatori e si mangia piuttosto bene (hamburger o piatti unici
internazionali in genere, oltre ad ottimi gelati), e il servizio è
impeccabile e i genitori dei bimbi più grandicelli possono
rilassarsi mentre i loro pargoli si sfogano con i giochi del locale
(tipo quelli che ci sono a volte nei MacDonald da noi, ma molto più
belli).
In questa zona ci sono i palazzi governativi (attorno a Plaza Murrillo)
alcuni musei – ben tenuti e economicissimi, se non gratis –
da visitare assolutamente se i vostri pargoli ve lo consentono.
La zona coloniale – molto piccola ma da vedere, tutta attorno
a calle Jaen, fatta da case in puro stile spagnolo,
colorate e con grandi patii e balconate che rendono abbastanza inverosimile
la zona, confrontata con tutto il resto della città attorno,
conta diversi musei in poche centinaia di metri. Sono musei piccoli
ma interessanti come quello della musica, che ha una piccola zona
dove si possono suonare alcuni strumenti.
Nella zona dietro la chiesa di San Francisco c’è
tutta la zona turisticamente più sviluppata, nel senso dei
negozi: decine e decine di tiendas di souvenir, in uno spazio piuttosto
ridotto, con il top all’incrocio fra Calle Sagarnaga e Calle Linares, con il famoso mercato dell’Hechiceria (=stregoneria) in realtà alcuni negozi con in esposizione,
fra le altre cose “normali” anche erbe strane e feti di
lama essiccati. Zona utile per comprare anche strumenti musicali tipici:
zampogne (flauto di pan a più canne di grandezza variabile,
consigliato sui 100 bs) e charango (chitarra in miniatura a 10 corde
accoppiate, di molteplici prezzi e fatture, consigliato sui 500 bs
e di tipo semiprofessionale) ma non comprateli fatti di armadillo:
è un animale protetto e potreste aver problemi in dogana!!!
Per i maglioni di alpaca la differenza di prezzo si basa sul fatto
che sia fatto a mano o fatto a macchina.
I primi costano sui 400 bs, i secondi attorno ai 100 bs. A voi la
scelta: l’offerta è ampia.
Stessa cosa vale per i manufatti d’argento: solo i più
esperti possono riconoscere l’argento “buono” da
quello di minor valore.
Le T-Shirt invece non sono di gran qualità: in Perù
hanno un cotone più resistente.
La Paz alta, con la immensa corona di case che
circonda tutta la città, è la parte della città
meno “turisticamente” interessante, nel senso che non
è che ci sia poi molto da vedere, ma c’è molto
da “comprare”.
E’ a zone: paradossalmente, nella zona dei sarti ci sono quasi
esclusivamente sartorie, in quella degli alimentari quasi esclusivanente
generi alimentari e così via. Forse per l’acquirente
è più comodo, ma per la concorrenza, vabbè.
Da tenere sempre in considerazione: a La Paz si viaggia in taxi quasi
sempre (un giro in città 7-10 bs) e ci si fa portare in alto,
per poi “bajarse” mentre si guardano gli obbiettivi della
visita. Nella parte alta soprattutto, dove sfioriamo i 3800 metri,
risalire è un’impresa da infarto, scendere invece è
molto piacevole.
NON DIMENTICATEVELO MAI. Ma non ve lo dimenticherete.
A ovest di San Francisco, o meglio, sopra la cattedrale,
e sopra l’incrocio del turismo rappresentato da Calle Sagarnaga
e Calle Linares c’é la zona degli acquisti a buon mercato,
che inizia da Calle Calatayud, e scende per il mercato
dello Hyustus fino a Corso Buenos Aires scendendo poi per Tumusla: è la zona del Mercato
Negro: si trova di tutto, ma proprio di tutto, a prezzi molto
bassi e in quantità.
Molti anche i piccoli “comedor” dove cholitas indaffarate
ti danno una zuppa da sobbollenti pentole fumanti in cui galleggia
di tutto per pochi Bs. Oppure panini all’agnello tirati fuori
da enormi sacchi blu dove c’è proprio il mezzo agnello,
o lama, o vitello, o chissà cosa. Per chi ama il brivido dell’avventura.
Le salteñas sono ottime in genere, anche se
prese lungo la strada: essendo un prodotto da forno sono sicuramente
disinfettate dal calore.
Attenzione però alla qualità di quello che si compra,
a volte corrisponde al prezzo: la paghi poco ma dura poco. Interessanti
i jeans, le scarpe da bimbo (di solito quanto durano?) e per chi è
interessato c’è anche una serie di negozi sia di valigie
(utili al ritorno) che di passeggini (quindi non portatevelo dall’Italia,
lo trovate a circa 25-30 euro).
Anche il mercato dell’elettronica – Calle Eloy
Salmon – è interessante, ma poco all’avanguardia
e con prezzi non interessanti. Interessanti qui invece i riparatori
di cellulari, che ti aprono in quattro e quattr’otto il telefono
e te lo sistemano per pochi boliviani.
A fianco di Calle Eloy Salmon c’è il Barrio Chino,
probabilmente una delle zone più malfamate di La Paz. 150 metri
di mercato all’aperto con SOLO e esclusivamente merce rubata.
Sempre per i soliti amanti dell’avventura consiglio una passeggiata
serale. Indimenticabile.
L’avvertenza, in tutta La Paz alta, è di tenere d’occhio
il portafoglio e altri acessori rubabili. Poi valgono le regole di
buonsenso che si prendono in tutte le città del mondo: occhio
sempre alla penna!!
La Paz bassa è una zona tranquilla, piena
di negozi e supermercati, uffici e scuole.
In questa zona ci sono Sopocachi e Miraflores,
quartieri molto tranquilli dove il traffico è relativamente
scorrevole. Ci sono anche grandi piazze che si animano tutte le domeniche
di bambini e giochi vari.
E’ una zona dove si trova di tutto per la sopravvivenza quotidiana:
pizzerie, ristoranti, supermercati, cholitas.
Alcuni supermercati sono un po’ cari, ma offrono prodotti più
assortiti, altri più economici ma la qualità della merce
non sempre è ottimale. Ci si trova pressocchè di tutto,
anche se non sono dei veri e propri centri commerciali come in Italia.
Il più grande di questi supermercati che abbiamo visto noi
è più o meno grande come un supermercato di quartiere.
Nella La Paz bassa si trova il parco Laikakota, citato
abbondantemente da tutti quelli che sono venuti a La Paz con bimbi:
un parco situato sulla cima di uno sperone roccioso sul lato est della
città, nel quartiere Miraflores a due passi dallo stadio: ma
qualsiasi tassita vi può portare al Laikakota.
Si sale una ripida scala per accedervi e il resto è circa pianeggiante:
giochi come se piovesse oltre a piccoli comedor aperti però
solo la domenica. Costa solo 3,5 Bs a persona e i bimbi passano una
bella giornata. Oltretutto la vista su La Paz è decisamente
notevole.
A lato del Laikakota c’è il museo Kusillo,
aperto a orari un po’ strani, dove i bimbi più grandicelli
si divertiranno molto con vari giochi da fare, più o meno interessanti.
Ottimo il pane, in tutta La Paz, e le torte, anche se enormi e piene
di panna montata (da cui il “muerda la torta” canzoncina
che i più grandicelli conoscono e che si canta per il compleanno:
il festeggiato deve mordere – mettendoci sopra il viso –
la torta e i compagni gli fano lo scherzo di stampargli il viso in
mezzo alla panna montata). La carne è discreta nei market,
ottima nei ristoranti.
Un po’ sopravvalutato il ristorante argentino (vi ci porteranno)
nei dintorni di plaza Avaroa, per noi la carne era migliore nella
zona sur, il servizio comunque ottimo.
Il pollo arrosto è ottimo in tutta la città, e di dimensioni
notevoli. Ci si mangia tranquillamente in quattro con un pollo arrosto
ed è facile che ne avanzi.
Le patate fritte, croce e delizia di ogni famiglia, sono piuttosto
economiche quanto unte, sia quelle dei market che quelle dei rosticcieri:
meglio le Pringles.
Dalle cholitas in questa zona si può comprare di tutto, soprattutto
la frutta. E’ ottima e economica rispetto a quella dei supermercati.
Un comedor che potete provare con tranquillità è il “Pick’s” , nella traversa di plaza
Avaroa calle Salinas dove per 10 bs (13 la domenica)
vi fate un pasto completo, e ottimo fra l’altro, secondo la
cucina boliviana originale. Buona anche la pizza, a La Paz: consigliamo
quella con il pollo piccante – una rivelazione, all’ ”Eli’s” di plaza Avaroa
Il ristorante “Il Falco” è gestito
da un italiano – di Falconara – che ha trovato il modo
di far cuocere la pasta senza rovinarla. E’ di fronte al Ketal
di Av.da Arce.
Le varie piazze hanno un certo assortimento di scivoli, altalene e
vari giochi piuttosto ben tenuti. Segnaliamo plaza de España e plaza Avaroa,
ma ce ne sono altre. La domenica ci sono anche altri giochi: giostre
rigorosamente a mano, oltre a gruppi di ballo che si allenano proprio
in piazza. Oltre agli immancabili piccioni, che come facciano a volare
e 3500 mt è un mistero.
La Zona Sur è decisamente la parte più
occidentale e moderna di tutta La Paz, con un tenore di vita più
elevato del resto della città, molte famiglie adottive risiedono
in questa zona: Obrajes, Calacoto e San Miguel alcuni quartieri.
Si trova anche qui di tutto, ma a prezzi un po’ più alti
del solito: attenzione, la maggior parte dei negozi della zona sur
ha i prezzi espressi in dollari!!!
Fra i ristoranti non possiamo pare a meno di segnalare il Sant’Aquilina,
con le sue due sedi, una in piena zona sur e l’altra qualche
chilometro dopo lo zoo. Il cuoco è boliviano, ma ha lavorato
diversi anni in Italia ed è tutto ottimo e economico, anche
se non per gli standard boliviani.
Al Rocky’s la carne è ottima: in centro
a San Miguel
Nella zona sur c’è anche l’ambasciata italiana,
spostatasi un paio di anni fa dalla sua vecchia sede.
Qui da visitare c’è lo zoo, dove si
possono passare alcune giornate interessanti (non dimenticate la zona
dei giaguari, un po’ nascosta e mal segnalata,dove una trentina
di esemplari vivono in grandi appezzamenti di terreno recintati) e
la Valle della Luna, forse un po’ più
deludente di quello che promette, ma che vale comunque il biglietto
– economico. Impraticabile con i passeggini,
meglio il marsupio.
Molti parchi vi faranno passare belle giornate: sia il Florida che la Laguna di Coto-Coto, dove c’è
spazio e terreno pianeggiante per poter far scorazzare i bimbi. Nei
festivi ci sono anche comedor.
Interessante il panino con il pollo, dove vi sbattono dentro, fra
le salse varie, proprio un quarto di pollo, ossa e pelle compresi.
Divertente mangiarlo, soprattutto per chi vi guarda.
Negozi di ogni tipo, supermercati, ristoranti: nella zona sur La Paz
perde un po’ della sua genuina sudamericanità per diventare
un po’ più internazionale: per chi sente la mancanza
di casa.
A parte i parchi, noi preferivamo di gran lunga la città alta.
Ma è un fatto personale.
Cosa comprare a La Paz
Artigianato locale e boliviano in genere: l’intramontabile
calle Sagarnaga, che parte alla sinistra della chiesa di San Francisco
e sale per circa 400 metri, fino a calle Illampu.
A circa metà c’è l’incrocio con calle Linares,
e il numero dei negozi aumenta a dismisura.
Tappeti, borse, maglioni e manufatti in genere di lana, tessuti multicolori
e T-shirt variopinte. Argento e pietre più o meno preziose.
Strumenti musicali di vario tipo: a corda, a fiato, a percussione
se non vi spaventa portarvi in aereo un tamburo. Si possono comprare
un sacco di cose spendendo poco.
Unico problema è il prezzo, che va contrattato per dovere:
se non contrattate destate un po’ di sospetti. Eppoi occorrerebbe
sincerarsi che il prezzo dell’oggetto acquistato corrisponda
al valore che pagate. Impresa in effetti un po’ ardua se non
siete esperti in quello che volete comprare.
Un’idea è comprare le bamboline di terracotta per fare
le bomboniere da battesimo: qui le pagate decisamente di meno (30
bambole da 2 cm per 25 bs)
Occhiali : con poche decine di euro si possono rifare
gli occhiali, le ottiche non mancano in tutta la zona centrale attorno
al Paseo del Prado. A me sono sembrati però un po’ sbrigativi,
e non li ho fatti rifare: ma forse sono solo un po’ pignolo.
Abbiamo notizia di famiglie che hanno aprofittato dei prezzi modici
per fare delle cure dentarie sia al piccolo che a loro. Non abbiamo
però gli indirizzi dei dentisti, rivolgetevi al vostro referente.
Scarpe e abbigliamento: le scarpe e l’abbigliamento
da bambino trova il suo miglior affare lungo i mercati dello Hyustus,
la qualità è discreta e il prezzo ottimo. L’abbigliamento
da adulti è economico, ma non durevole, e si trovano incredibilmente
diversi articoli da mare o da piscina. Di cartelli con l’indicazione
piscine ne abbiamo visti, ma mica tanti.
Nella zona della sartoria ci si può far fare un vestito su
misura per veramente poco: magari il taglio da noi risulterebbe demodè…
CD e DVD in genere: anche i più nuovi, magari
di film che devono ancora uscire, e tutti rigorosamente pirata, e
in spagnolo. Anche nelle gallerie della zona sur i CD e i DVD sono
pirata. A voi la scelta, pensando che dovrete lasciarli in Bolivia:
magari se in dogana in Italia vi trovano dei DVD pirata…
Coca: nel senso della foglia con cui si fa il mate,
e La Paz, come tutta la Bolivia in genere, ne è piena. La si
compra in bustine al supermercato, tipo the’, o in foglia, dalle
cholitas. Vale il consiglio dei DVD, con l’aggravante che è
reato penale.
Cuoio: nonostante le tradizioni contadine, non ho
trovato che un negozio, al Prado, che vendesse manufatti in cuoio
artigianale. Forse non ho guardato bene.
Elettronica: decisamente obsoleta e non a buon mercato.
I telefoni costano come da noi, anzi, magari in Italia si trovano
a volte in offerta a prezzi decisamente più convenienti. E
in vendita non ci sono gli ultimi modelli. I PC portatili sono più
cari, e le macchine digitali anche. Il nostro consiglio sull’elettronica
è: lasciate perdere.
Cibo: dalle cholitas frutta, abbigliamento, giocattoli
e salteñas. Dal rosticciere pollo e ancora pollo ma ne abbiamo
trovato uno che faceva anche le costine di maiale, e sembravano ottime:
a fianco di Plaza de España, dove c’è anche un
ottimo forno per il pane. Buonissimo in tutta la città. Per
i vostri bimbi al supermercato dovete prendere le fruttillas: sono
sacchetti di plastica con dentro o latte aromatizzato, o yogurt o
succo. Tutti a La Paz ne fanno uso smodato, sono sigillati: ne mordi
un angolino e te lo succhi con calma. Ma non sono neanche male, e
sono comodi. Tutto il resto lo trovate nei supermarket, e ce ne sono
parecchi, anche se il concetto di “centro commerciale”
non è ancora conosciuto. Il pesce è di lago, e alcune
cholitas lo vendono per la strada, con varia freschezza. Anche qui
per gli amanti del brivido.
Come già ripetuto a La Paz si trova di tutto: attenti al peso
che rimetterete in valigia!!!
Cosa fare a La Paz
Parchi: Laikakota, Kusillo, Florida, Laguna di Coto
Coto. Tutti degni di visita: ci sono scivoli che in Italia non passerebbero
certamente le misure di sicurezza, ma non siete mica in Italia. Il
nostro pupo non ha mai salito uno scivolo dalla parte della scala,
e sembra una moda comune fra i bambini boliviani.
Piazze: diverse piazze a La Paz sono attrezzate per
i bambini, con giochi vari e scivoli piuttosto ben tenuti.
Zoo: vale la corsa in taxi, o in mini. Parecchi animali,
non tutti esotici, ma tenuti abbastanza bene. Si può fare anche
il pic-nic e la domenica ci sono i comedor aperti. Ci si può
andare più volte, i bambini gradiscono molto, soprattutto se
avete portato il pane o i biscotti da dare a pesci e anatre.
Valle della luna: carina, caratteristica, ci si va
una volta. Bè, del tempo ne avete, no?
Chiese e monumenti: San Francisco, la cattedrale.
Non tutte le chiese sono però aperte. Bello il Monticulo,
con chiesetta annessa e bella vista della città con l’Illimani
sullo sfondo: la foto serale è un must.
Musei: ce ne sono diversi, e tutti in zona centrale.
Molto belli quelli di calle Jaen, soprattutto per il giro che va da
una casa all’altra passando per patii meravigliosi. Altri musei
sono interessanti, e ben curati, soprattutto quello etnografico (gratis!).
Gite
Lago Titicaca: suggestivo, enorme, pieno di magica
atmosfera. D’obbligo bagnarsi le mani nel lago sacro agli dei.
Sulle rive del lago c’è Copacabana,
cittadina interessante e molto bella, anche se noi non abbiamo fatto
in tempo ad andarci: è un po’ lontana e sarebbe meglio
dormirci per visitarla con più calma.
Tihuanaco: rovine nel senso più lettterale
del termine. Poco è rimasto da vedere, ma i due musei che sono
stati creati sui siti archeologici sono notevoli.
La Cumbre: passo ai piedi dell’omonima montagna,
a 4300 metri SLM. Da fare, anche perché sul passo si fermano
le macchine per fare l’offerta a Pachamama per ingraziarsi gli dei: da qui parte la strada che va a Coroico e,
sebbene il pezzo più brutto sia bypassato da una nuova strada
più sicura, le tradizioni sono dure a morire e quasi tutti
fanno l’offerta. Interessante il mercatino, prima di arrivare
al passo, dove ci sono decisamente più negozi e comedor che
avventori. Misteri della Bolivia.
A 4300 metri ci sono anche moltissimi lama, alpaca, che pascolano
liberi e… gabbiani, molti e infreddoliti. Bho?
Trasporti a La Paz
Taxi: quasi obbligati, viste le pendenze e l’economicità
del mezzo. Una corsa in città costa dai 7 ai 10 boliviani,
a volte cercano di fregarvi, facendovi spendere magari 12 Bs, contrattate
prima, dicono tutti, ma come si fa a contrattare quando lo fermi alzando
una mano (attenzione a gesticolare per la strada) e questo inchioda
facendo strombazzare tutti fino alla zona sur ? Cercate piuttosto
di prenderne uno delle “compagnie ufficiali” – anche
se non ho mai capito quali fossero – quelli che hanno cioè
il numero di telefono ben evidente illuminato sopra. Oppure ve lo
fate chiamare dall’albergo, dal ristorante o dal negozio. Noi
abbiamo preso anche taxi pirata, fatiscenti tanto da meritare i rimproveri
del nostro bimbo, e il prezzo era lo stesso. Evitando di prendere
taxi pirata di notte e da soli i rischi di rapine (nemmeno troppo
frequenti) si dovrebbero ridurre.
A volte il taxi carica qualche altro cliente, che va nella vostra
stessa direzione, più o meno. Non riduce il prezzo del biglietto,
ma quattro chiacchiere sono garantite.
Autobus e minibus: tutti privati, i minibus e i taxi
sono la maggior parte del traffico di La Paz. Si fermano nei posti
più improbabili, creando delle code e degli ingorghi assurdi,
che magicamente si risolvono da soli. Per andare da El Alto al Prado
vogliono 2 bs e 30. Un giro si dovrebbe fare. L’autista è
aiutato da un “chico” che declama a gran voce le destinazioni
e riscuote il biglietto, elargendo i resti con precisione svizzera.
A volte stipati. Autobus non ne abbiamo presi, ma dovrebbe essere
uguali, solo con più gente.
A piedi: fa bene alla salute, dicono. Bajarse è
la parola d’ordine, ma ve ne accorgerete da soli. Per cuori
forti.
Con la speranza che queste poche righe vi possano essere utili, un
affettuoso abbraccio da
Cesare Monica e Fernando