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Così venisti al mondo
da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perchè tu sai più
del mondo che ti demmo.
Pablo Neruda
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
campagna conclusa

 

richiesta al governo italiano
 
   

A tutto il popolo della rete:

 

L'adozione non è un percorso facile, che inizia dopo un lungo periodo di riflessione della coppia e che faticosamente si trascina, letteralmente fra un ufficio e l'altro, sempre sotto esame da parte di sconosciuti, che si conclude con il giudizio, sempre da parte di un altro sconosciuto, il quale sancisce quello che dovrebbe essere il più naturale diritto della coppia: avere un bambino.

Eppoi inizia la seconda parte del percorso, con incontri, colloqui, riunioni, corsi, controcorsi... e sembra non si debba finire mai, e anche qui ci giochiamo, come diceva la canzone, "i migliori anni della nostra vita". E alla fine, un pò per scelta ragionata, un pò presi dalla disperazione, diamo mandato ad un ente, affidandoci all'empatia, alla dimostrata professionalità, alla prima impressione che ci hanno fatto.

E siamo alla terza parte, l'attesa: e qui c'è poco da dire e da fare, ci si annulla un pò, si spera un pò, e intanto passano i mesi, che diventano anni a volte, con ricerca di notizie, incontri con amici nuovi e vecchi, voci e mormorii che diventano delle valanghe che ci travolgono giorno dopo giorno sempre di più.

Eppoi, un bel giorno, passa il treno dell'adozione, che più che un treno sembra un razzo, che ci prende e ci porta via, verso la nostra nuova vita.

Ma se queste sono le regole del gioco, noi ci giochiamo, sottoponendoci a questo stillicidio infame che, se da un lato ci rende forti come delle rocce, dall'altro consuma un bel pò la riserva di pazienza che un essere umano ha a disposizione nella propria vita.

Allora da qui nasce questo nuovo appello che diadebolivia.it raccoglie dalle ultime famiglie che sono state nella nostra bella Bolivia: ABBIAMO FINITO LA PAZIENZA !!!!

O meglio, preferiamo riservarla allacura dei nostri pargoli e alla vita che ci aspetta e NON VOGLIAMO ESAURIRLA PER CORRERE DIETRO A CAVILLI !!!

OLTRETUTTO NON DOVUTI ALL'AUTORITA' BOLIVIANA, MA A QUELLA ITALIANA !!!

Ultimamente, sarà circa sei - settte mesi, alla coppia che fa Il Viaggio in Bolivia si chiede di fare un passaggio per la capitale boliviana per far "vedere" il bimbo all'ambasciata, e ratificare definitivamente il processo adottivo. Chi è stato là può immaginare cosa significa questa procedura che, sulla carta, sembra semplice, ma che NON LO E'.

Siete via da casa da già DUE MESI, quando va bene, ma possono anche essere tre, avete fatto una montagna di carte, già scambiate fra l'altro fra il Viceministerio e la CAI, avete portato almeno mille volte il bimbo a far vedere a qualche autorità, anche italiana.

Ve lo hanno girato da tutti i lati, vi hanno girato da tutti i lati.

Allora nell'ultima settimana (settimana!!!) o negli ultimi 10 giorni dovete prendere l'aereo, il pulmann o il taxi, se non siete fortunati e siete già a La Paz - che tanto comunque in ambasciata ci dovete andare lo stesso - e salire fino a 3600 mt per questa formalità. Dovete rifare e disfare i bagagli un'altra volta, e magari uno dei due è dovuto rientrare in Italia, magari il topo non è tanto per la quale e fa i capricci, e voi di pazienza ve n'è rimasta ben poca.

Per non parlare del lato economico, ma si sa che alle coppie adottive i soldi non mancano e che li fanno di notte con la macchinetta.

PERCHE' ?

PERCHE' ??

PERCHE' ???

Per quale motivo è stato introdotto anche quest'ultimo obbligo, dovuto solo all'autorità italiana ?

Solo questo vogliamo sapere, PERCHE'.

Non può essere espletato nel consolato della città dove la coppia risiede, evitando quest'ultimo, snervante e all'apparenza superfluo trambusto?

SE C'E' UN VALIDO MOTIVO PER FAR PASSARE TUTTE LE COPPIE DALL'AMBASCIATA GRADIREMMO SAPERLO, E SAPERE CON CERTEZZA QUALI SONO I PASSAGGI CHE LE COPPIE DEVONO FARE IN LOCO, SENZA LASCIARE LE COMUNICAZIONI AL "SI DICE" !!!

SE NON C'E' UN VALIDO MOTIVO, E SE QUESTO ULTERIORE BALZELLO CI PUO' ESSERE RISPARMIATO, ALLORA NE FAREMMO VOLENTIERI A MENO !!!!

A questo scopo, con la redazione del sito abbiamo scritto questa lettera, che il popolo della rete dovrebbe, cortesemente, spedire via mail centinaia, migliaia di volte agli organi preposti che trovate in calce, e magari a qualche altro indirizzo che vi viene in mente e che magari vorrete comunicarci.

Per quanto riguarda il MAE (Ministero degli Affari Esteri ndr.) occorrerà spedire una lettera, perchè di mail i vostri non sono riusciti a trovarne - magari raccomandara A/R.

Lasceremmo fuori però l'ambasciata italiana di La Paz, per ora, in quanto non sembra che c'entri con la cosa, limitandosi a eseguire le disposizioni.

 

Grazie a tutti

Cesare Evangelisti
redazione www.diadebolivia.it

 
Lettera da copiare e incollare sulle mail e relativi indirizzi a cui spedirla >>>